C’è Milano-Cortina, niente autobus per andare a scuola: in Valtellina lo spettro della didattica a distanza (olimpica)
“Sei di Sondrio se accetti passivamente che qualche studente vada in dad per non intralciare le auto di chi deve andare a vedere le Olimpiadi. E sei anche contento e ringrazi pure mentre sventoli la tua bella bandierina olimpica”. Sono i volantini che mamme e papà delle centinaia di ragazzi della Valtellina hanno affiso nel capoluogo provinciale per protestare contro l’Ufficio scolastico regionale e territoriale diretto da Imerio Chiappa. Il 6 febbraio, infatti, prenderanno il via le Olimpiadi invernali che coinvolgeranno anche quella zona creando, con ogni probabilità, anche dei disagi ai residenti. Tra i problemi anche la soppressione di alcune linee degli autobus con la conseguenza che gli studenti non potranno andare a far lezione. Una questione che già lo scorso aprile era finita sul tavolo dei vertici degli uffici periferici del ministero dell’Istruzione e del Merito.
Nella scorsa primavera, infatti, la numero uno dell’Usr Lombardia, Luciana Volta, interpellata da ilfattoquotidiano.it aveva detto: “Laddove fosse indispensabile si ricorrerà alla dad cercando di usarla per il più breve tempo possibile. La scuola è prioritaria su qualsiasi altra cosa”. Una risposta che non piace assolutamente ai genitori che in questi giorni si sono organizzati per far sentire la loro voce. “Il diritto allo studio in presenza deve essere garantito sempre. Siamo indignati. Davvero una grande amarezza. Chiudere le scuole in presenza per mancanza di trasporti vuol dire compromettere il diritto allo studio. Chiediamo rispetto. Va a sparire un servizio essenziale. Peccato che nonostante anni di preparazione si sia arrivati a una soluzione che penalizza chi avrebbe dovuto essere tutelato di più”, ha detto un genitore al quotidiano Il Giorno.
Per mamme e papà c’era il tempo necessario per studiare altre soluzioni e per garantire il diritto allo studio. La direttrice dell’Usr, intanto, in maniera laconica ha risposto a Open dicendo che la dad sarà usata in “extrema ratio”. Interpellata dal nostro giornale, invece, non ha risposto. Chiappa, via WhatsApp ci ha detto: “La dottoressa Volta che è l’attuale referente ha già fatto tutte le comunicazioni attraverso le vie formali”. Tutti si trincerano dietro il muro del silenzio ma nei prossimi giorni i genitori promettono di tornare a farsi risentire. Per loro è grave che anche l’abbonamento annuale al servizio di trasporto sia sacrificato per le Olimpiadi senza alcun rimborso. Per elementari e scuole medie la presenza dovrebbe essere garantita, mentre per le superiori è rimasta aperta l’opzione della dad, da attivare solo in caso di problemi logistici. Per la prima volta, la didattica a distanza non verrebbe applicata per fronteggiare una crisi sanitaria, o un’emergenza climatica, ma per agevolare la gestione dei flussi turistici legati a un grande evento sportivo.
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