Carnevale Ivrea, ecco come nascono i cinque scarli del martedì sera
IVREA. Gli scarli, in piazza, siamo abituati a vederli il martedì sera, mentre bruciano per mano degli Abbà di ciascun rione e si portano via l’atmosfera di festa del Carnevale, lasciando un pizzico di nostalgia per le emozioni vissute e affidando a quelle lingue di fuoco un auspicio per la stagione che verrà. A domanda secca sulla presenza, forse in pochi hanno memorizzato ad esempio che il martedì grasso, durante la battaglia delle arance in piazza di Città, lo scarlo che brucerà alle 21,30, alla presenza della Mugnaia con la spada sguainata, già è montato al centro, con la bandierina tricolore che svetta. E la battaglia infuria attorno a lui.
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Ebbene, oggi vi raccontiamo, invece, come si fa uno scarlo. Un dietro le quinte che svela Gianluca Actis Perino, ai vertici dell’azienda di famiglia Sicet, ma soprattutto uomo di Carnevale, essendo stato Generale nel 2009, Toniotto nel 2006, già responsabile organizzativo, tra i promotori della ripresa della fagiolata dei santi Pietro e Donato, arancere. Actis Perino, degli scarli, conosce praticamente tutti i segreti. Se ne occupa da una ventina di anni.
«Abbiamo cominciato nel 2007 – dice –. Allora c’era un gruppo di volontari che li creava, legando, uno per volta, i mazzetti di erica ai pali. Ci insegnarono come si fa. Tra i più attivi, che trasmettevano questo sapere, c’era Renzo Moia, oggi scomparso». Ora c’è un modo di operare rodatissimo, che si ripete ogni anno ed è la Fondazione che fa sì che gli scarli siano preparati. Actis Perino racconta che si comincia, ovviamente, con la raccolta dell’erica, in un’area dove c’è un poligono utilizzato come luogo di esercitazione. «Andiamo a Massazza, nel biellese – spiega – e tagliamo tutta l’erica, che dovrà poi essere messa a seccare per un paio di mesi».
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Il giorno della raccolta è scelto con cura, per riuscire ad ottenere tutto il necessario in un’unica uscita. La raccolta è avvenuta nel dicembre scorso e ha coinvolto una decina di persone. Poi l’erica è stata messa a seccare in un magazzino di Sicet. «Sono necessari almeno due mesi perché diventi secca – dice – e possa essere suddivisa in mazzetti da legare ai pali, lunghi circa nove metri ciascuno».
La scorsa settimana è stato il momento di procedere con la costruzione dei cinque scarli che saranno eretti nelle piazze. Alcune ore di lavoro sono necessarie per legare i mazzetti al palo in modo stretto e uniforme. Fatto questo, gli scarli restano ancora in magazzino fino al momento in cui saranno montati nelle piazze.
«Manca – dice ancora Actis Perino – la bandierina italiana sulle sommità, ma questa la inseriremo all’ultimo». Lo scarlo, il martedì sera, brucerà nel giro di pochi minuti. Cinque minuti, forse sei, per lo scarlo di piazza di Città, quello al cui rogo assiste una piazza gremita, un po’ più breve l’abbruciamento nelle altre quattro piazze. Per Actis Perino, quella della preparazione degli scarli è un’altra occasione per dimostrare il suo rapporto (stretto) con il Carnevale, da lui vissuto con ruoli da protagonista ma soprattutto da dietro le quinte, nel seguire tutti i preparativi. Già, perché è sempre Sicet (con Actis Perino in prima persona) a montare le reti che proteggono i muri della città dalla battaglia delle arance, a rimuovere l’arredo urbano dalle piazze per far posto al Carnevale, a occuparsi della sabbiatura delle strade (che poi, non è sabbia quella che si sparge, ma polvere di pietra), a completare i preparativi con l’abbassamento delle reti in uno spazio brevissimo, nella notte tra sabato e domenica, quando i rumori della festa sono finiti e si attendono i tir che scaricano le cassette di arance per la battaglia che comincerà dopo qualche ora.
Nel magazzino, accanto agli scarli, ci sono anche le reti, tutte nuovissime, pronte per essere piazzate. «In realtà – sottolinea Actis Perino – in molti non ci pensano e non ci fanno neppure caso. Ma questi lavori di preparazione degli spazi della città per il Carnevale sono realizzati in pochissimo tempo. Per questa edizione del Carnevale, il Comune ha comprato tutte le reti nuove: 16mila metri quadrati di reti. Rispetto agli altri anni, ci sarà la novità del nuovo allestimento delle piazze Freguglia e Rondolino».
Il montaggio delle reti avviene in due fasi: l’installazione vera e propria, con le reti arrotolate a un’altezza media poi, la notte tra il sabato grasso e l’alba della domenica, lo srotolamento completo fino a terra e l’ancoraggio, per consentire al pubblico di passare dietro le reti e assistere alla battaglia in modo sicuro e riparato. Prima ci sarà la sabbiatura, dopo la rimozione dell’arredo urbano: «Spargiamo circa 25-30 metri cubi di polvere di pietra per le strade del centro. Questa operazione ci sarà sabato prossimo».