Mladenovic, il ritorno dopo il buio: “Non ero sicura di poter tornare a giocare”
Dopo anni di dolore, dubbi e apprensione, Kristina Mladenovic intravede finalmente la luce. A 32 anni, la francese – ex numero 1 mondiale di doppio e vincitrice di sei titoli Slam nella specialità – ha iniziato il 2026 con sensazioni nuove, quasi dimenticate: il piacere di stare in campo e la speranza di poter ancora scrivere qualcosa di importante nel tennis.
Protagonista all’Australian Open in doppio, dove ha raggiunto il terzo turno insieme alla cinese Guo Hanyu, Mladenovic è anche in gara nel doppio misto in coppia con il connazionale Manuel Guinard, con cui ha superato il primo turno del torneo. La tennista francese, di origine serba, ha raccontato a L’Équipe il lungo calvario fisico che l’ha accompagnata negli ultimi anni, arrivando a farle temere seriamente una fine anticipata della carriera. Un’intervista intensa, pubblicata dal quotidiano sportivo francese, che restituisce tutta la fragilità e al tempo stesso la determinazione di una campionessa che ha rischiato di non farcela.
Fonte: intervista a Kristina Mladenovic pubblicata da L’Équipe.
“Il 2025 è stato un anno molto complicato. Non ero davvero sicura di poter tornare nello sport. Si è giocato tutto su pochissimo”, confessa Mladenovic. “Siamo riusciti a evitare l’operazione. Oggi sto molto bene, ma l’ultima volta che ero senza problemi fisici risale a diversi anni fa”.
La francese racconta di essersi riscoperta, quasi sorpresa dalle proprie sensazioni:
“Mi sto riscoprendo, sto riscoprendo il tennis. Provo un piacere enorme in campo, sia in singolare che in doppio, cosa che non mi succedeva da tantissimo tempo”.
Negli ultimi anni, però, giocare non era più davvero giocare.
“Nel tennis di oggi non puoi entrare in campo all’80%. Io ero arrivata al 50%. E quando non c’è una vera soluzione medica, è durissimo”.
Il problema principale era al piede sinistro, una patologia cronica che ha finito per influenzare anche il ginocchio. L’ipotesi di un’operazione è stata concreta, ma estremamente rischiosa:
“L’intervento significava un anno di riabilitazione e il 50% di possibilità di tornare a giocare. Sinceramente, era un enorme punto interrogativo”.
Le difficoltà non si limitavano al campo:
“Era continuo, anche nella vita quotidiana. Faticavo ad alzarmi, a camminare. Zoppicavo anche fuori dal campo. Prendevo antinfiammatori tutto il giorno”. E con un sorriso amaro aggiunge:
“Non potevo nemmeno mettere scarpe da donna, i tacchi”.
Il dolore è iniziato nel 2021, andando e venendo, fino a diventare costante. Nonostante tutto, Mladenovic ha resistito, spinta dall’amore per il tennis:
“Mi dicevo che, anche così, riuscivo a essere ancora lì. Speravo sempre di trovare una soluzione”.
Oggi quella soluzione passa da ore infinite di lavoro quotidiano:
“Cinque ore di riabilitazione di fila al giorno. È l’unico modo per continuare a crederci ed evitare l’operazione”.
Il rientro in doppio a fine 2025, culminato con il titolo di Osaka in coppia con Taylor Townsend, e il ritorno in singolare ad Auckland – dopo quasi un anno di stop – hanno riacceso qualcosa:
“Sono stata piacevolmente sorpresa dalle sensazioni, dal fisico e anche dal mio tennis. Ora voglio solo mantenere questo stato fisico e vedere dove può portarmi questo ‘come-back’”.
Un ritorno cauto, senza proclami, ma con una consapevolezza nuova. Dopo aver sfiorato la fine, Kristina Mladenovic è tornata semplicemente a fare ciò che ama. E, per ora, le basta questo.