Trump rimpatria anche gli iraniani: alcuni omosessuali rischiano la pena di morte a Teheran
L’amministrazione Trump dovrebbe deportare decine di iraniani nel loro Paese d’origine già da domani. A darne notizia è stato il media Ms Now, ripreso da Cnn. Secondo tre fonti a conoscenza della questione, il trasferimento dovrebbe riguardare almeno 40 persone. Anche in questo caso l’operazione è affidata all’ Immigration and Customs Enforcement (Ice) con un volo dall’Arizona. La preoccupazione è netta, perché questa decisione arriva proprio a ridosso delle esecuzioni messe in atto dal regime degli ayatollah che in seguito alle proteste hanno messo a morte almeno 3.000 “dissidenti”.
Rebekah Wolf, avvocata dell’American Immigration Council, ha fatto rilevare che due tra i 40 sono omosessuali dichiarati, e vivono con terrore la possibilità di rientrare in patria, dove l’omosessualità è illegale e punibile con la morte; l’ultima esecuzione di una coppia di gay risale al 2022 e il regime di Teheran è considerato tra i più repressivi al mondo per lesbiche, gay, bisessuali e transgender.
Diverse le testimonianze: il parente di uno degli uomini in predicato di partire ha raccontato di temere per la vita del congiunto, arrestato nei mesi scorsi dall’Ice dopo aver vissuto per anni negli Stati Uniti, e di avere figli con passaporto americano. Ms Now ha raccolto questa dichiarazione da una persona che non ha voluto dare le proprie generalità, temendo conseguenze: “La domanda che mi pongo è: come è possibile che il nostro presidente si preoccupi dei manifestanti in Iran ma faccia questo alle persone e alle famiglie qui?”.
Il volo previsto domani sarebbe il terzo: il primo era decollato lo scorso settembre con 55 iraniani, e il secondo a dicembre con lo stesso numero di rifugiati.
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