Allerta armi tra i giovani: controlli agli studenti anche col metal detector
PAVIA. Più controlli con i metal detector nei luoghi a partire dalle stazioni, ma anche nei luoghi di ritrovo giovanile e nei locali notturni. E con particolare attenzione per gli studenti. Questo l’effetto diretto della tragedia di La Spezia. Già scattati quindi maggiori controlli sul possesso di coltelli e armi bianche anche in provincia di Pavia. I primi accertamenti sono avvenuti già a Mortara e Vigevano.La strategia messa in campo non riguarda solo le stazioni ferroviarie, ma si estende a tutta la provincia e ai principali luoghi di aggregazione, in particolare quelli frequentati dai giovani.
È un’azione a tutto campo che coinvolge carabinieri, polizia di Stato e polizie locali, chiamati a presidiare non soltanto i nodi della mobilità, ma anche piazze, aree della movida, parchi e zone di ritrovo giovanile. L’obiettivo è intercettare situazioni di rischio prima che degenerino, rafforzando la prevenzione attraverso una presenza costante e visibile.
Le stazioni restano osservate speciali, ma non sono più l’unico fronte. L’attenzione si concentra anche sui contesti della socialità, dove più facilmente possono nascere tensioni e scontri. La linea è chiara: impedire che coltelli, lame, tirapugni o altri oggetti pericolosi circolino liberamente negli spazi pubblici.L’operazione ha preso avvio in modo mirato dalle stazioni ferroviarie di Mortara e Vigevano, considerate punti sensibili sia per l’elevato flusso di pendolari sia per precedenti episodi di violenza. Qui, nelle fasce orarie di maggiore affluenza, i carabinieri hanno effettuato controlli a campione con l’ausilio di metal detector portatili, per verificare l’eventuale presenza di armi improprie. Un primo passo concreto di una strategia più ampia.
Da Mortara e Vigevano l’azione si è progressivamente estesa all’intero territorio provinciale. I controlli verranno ripetuti anche nelle altre stazioni e nei contesti più esposti, secondo una logica di prevenzione diffusa che punta a rendere riconoscibile e costante la presenza delle forze dell’ordine. La visibilità delle pattuglie è parte integrante della strategia: dissuadere chi pensa di muoversi armato e rassicurare i cittadini.
La stessa linea è emersa con chiarezza nelle riunioni operative in prefettura a Pavia, dove il tema delle armi bianche è stato al centro del confronto degli ultimi mesi. L’attenzione si concentra non solo sul capoluogo, ma anche su Vigevano, Voghera e su tutto il resto della provincia. I servizi ad “alto impatto”, con pattuglie congiunte di carabinieri, polizia di Stato e polizie locali, proseguiranno e saranno affiancati da verifiche anche durante i normali pattugliamenti quotidiani.
La preoccupazione nasce dalla consapevolezza che anche oggetti di uso comune possono trasformarsi rapidamente in strumenti di violenza. Le cronache degli ultimi anni mostrano come coltelli e lame siano sempre più spesso protagonisti di aggressioni, soprattutto tra i più giovani. Da qui la scelta di intervenire prima che la situazione degeneri.
Un impegno che coinvolge anche il mondo dell’intrattenimento. Leo Santinoli, referente dell’area nord ovest di Assointrattenimento e titolare di locali da ballo in Oltrepò, sottolinea come la sicurezza sia una responsabilità condivisa. «Nei miei locali i controlli con lo scanner per individuare coltelli o oggetti in ferro sono attivi da tempo, dopo la tragedia di Corinaldo del dicembre 2018», spiega. «È una misura che caldeggio anche per altri associati della provincia di Pavia e non solo».Dalle stazioni alle piazze, dai locali notturni alle aree di ritrovo giovanile, la linea è dunque chiara: contrastare la diffusione delle armi bianche prima che si trasformino in strumenti di violenza. Una strategia che punta a presidiare il territorio in modo costante, per rendere più sicuri i luoghi della quotidianità e prevenire nuovi episodi di violenza.