Addio a Valentino Garavani: chi controlla oggi la maison che porta il suo nome? Da Marzotto al Qatar, tutti i passaggi
Valentino Garavani non c’è più. E con lui si abbassa la saracinesca su un mondo della moda che nel frattempo è cambiato per sempre, e non necessariamente in meglio. Perché la moda ha bisogno di designer che siano icone, figure riconoscibili, capaci di dare – con la sola presenza – un’aura di autorevolezza a tutto ciò che li circonda. Valentino Garavani era questo. Anche se, da tempo, non era più proprietario del marchio che porta il suo nome.
La maison Valentino ha attraversato negli ultimi decenni una lunga e complessa sequenza di passaggi di mano, passando dal controllo diretto del fondatore a quello di investitori internazionali: gruppi italiani, fondi di private equity e capitali qatarioti. Oggi il marchio è controllato da Mayhoola for Investments, società del Qatar, mentre Kering detiene una partecipazione di minoranza pari al 30%.
La storia di come un marchio che, per immaginario e identità, “parla italiano” sia passato attraverso mani diverse inizia nel 1998, quando la maison viene ceduta al gruppo Hdp, partecipato anche da Gianni Agnelli, per una cifra intorno ai 500 miliardi di lire. Nel 2002 subentra il Gruppo Marzotto, che rileva Valentino da Hdp per 240 milioni di euro. Dallo scorporo delle attività Marzotto nasce nel 2005 Valentino Fashion Group. Due anni dopo, nel 2007, il fondo Permira acquisisce la maggioranza, insieme a membri della famiglia Marzotto.
La svolta arriva nel 2012, quando Mayhoola for Investments rileva l’intero gruppo per un valore stimato tra i 700 e i 720 milioni di euro, includendo anche la licenza M Missoni, mentre MCS Marlboro Classics resta a Permira.
Nel 2023 entra in scena Kering, colosso francese del lusso e uno degli attori più influenti del sistema moda globale, che acquisisce il 30% del Valentino Fashion Group per 1,7 miliardi di euro, con la possibilità di salire al controllo totale entro il 2028.
Nel settembre 2025 Mayhoola e Kering decidono però di rinviare l’esercizio delle opzioni: l’assetto azionario resta invariato (70% Mayhoola, 30% Kering) almeno fino al 2028, con opzioni di put e call posticipate tra il 2028 e il 2029. Nel novembre dello stesso anno i soci effettuano un’iniezione di capitale da 100 milioni di euro per sostenere la crescita del gruppo.
A gennaio 2026 Valentino opera sotto la holding MFI Luxury Srl, con Mayhoola come azionista di maggioranza e Kering come socio di minoranza, senza ulteriori cambiamenti recenti nell’assetto proprietario. La maison registra risultati economici solidi; dal 2024 il direttore creativo unico è Alessandro Michele, mentre dal 2025 l’amministratore delegato è Riccardo Bellini.
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