A MENTE FREDDA – Esaltare i pregi. Difetti come opportunità. Il mercato può venire in soccorso
Catania costretto nuovamente ad inseguire. Prosegue la lotta, punto su punto, per la conservazione del primato in classifica. La prima giornata di ritorno ha sorriso al Benevento, approfittando del mezzo passo falso del Catania ed allungando su Cosenza e Salernitana. Il pronostico a Foggia diceva “2” ma, come accaduto in altre gare precedentemente giocate in trasferta, il Catania non è riuscito a fare bottino pieno. Sono punti che, a fine stagione, rischiano di pesare.
Le difficoltà incontrate dal Catania fuori casa esistono. I numeri non mentono: dei 42 punti totali incamerati finora, solamente 14 i rossazzurri li hanno conquistati lontano dal “Massimino” subendo 10 gol in altrettante gare e realizzandone 11. Ruolino di marcia da settimo posto nel girone C (Cerignola, Cosenza, Benevento, Salernitana, Monopoli e Casertana hanno fatto meglio). Profondamente diverso da quello che, invece, tra le mura amiche il Catania produce. Questo andazzo rende gli etnei una squadra dai due volti: devastante al “Massimino” – con la spinta incredibile del popolo rossazzurro che mette le ali al Catania – e poco più che discreta fuori casa.
Mister Toscano ha ripetuto ultimamente la necessità di dare continuità ai risultati a prescindere che il Catania giochi in casa oppure in trasferta. Farlo attraverso la valorizzazione dei pregi è il primo obiettivo. Sfruttando, ad esempio, l’enorme mole di gioco prodotta sulle corsie esterne, dove Casasola e Donnarumma fanno un lavoro encomiabile nelle due fasi dialogando in maniera propositiva con i trequartisti. Forte è generosissimo in avanti, facendo a sportellate con il mondo intero ma se lo lasci isolato vai a depotenziare la sua efficacia offensiva.
In mezzo al campo ci sono circostanze nelle quali è preferibile privilegiare il recupero del pallone, ed in questo il Catania eccelle. Diventa fondamentale però anche velocizzare il palleggio, fare circolare il pallone con più disinvoltura e geometrie in altri frangenti. Quando si tratta di attaccare la profondità, soprattutto al cospetto di squadre ben chiuse, il Catania fatica a trovare la giocata risolutiva. A volte manca quella fame sotto porta che ti permette di portare a casa anche partite “sporche”, che poi rappresentano la quasi totalità del campionato. In special modo quando l’Elefante si esprime lontano dalle mura amiche.
Molte realtà di questo torneo assicurano dosi massicce di “garra”, intensità e cattiveria agonistica per sopperire al divario tecnico. Sono le classiche partite trappola che rischiano di risultare fatali nell’economia di una stagione. I difetti emersi fino a questo punto del campionato, allora, devono rappresentare per il Catania un’opportunità. Trasformandosi da ostacoli a strumenti di base per la creazione di nuovi modelli di crescita. Agendo per migliorare, anche con accorgimenti tattici mirati a rendere meno prevedibile lo sviluppo della manovra. A favorire la capacità di riempire l’area di rigore avversaria, tentare più spesso la soluzione da fuori area. Provare nuovi schemi e meccanismi di gioco per impensierire chi ti affronta e studia in settimana.
In questo contesto l’innesto di Bruzzaniti (ed i prossimi) in sede di mercato potranno venire in soccorso, dotando mister Toscano di più elementi con caratteristiche diverse e confidando di potere disporre di una rosa il più possibile al completo per affrontare al meglio i prossimi mesi.
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