San Giorgio, per i rifiuti nell’ex cava il Comune potrebbe costituirsi parte civile: «Ora è tutto fermo, per noi è un danno»
Il Comune di San Giorgio Canavese potrebbe costituirsi parte civile nel caso in cui venga istruito un processo nell’ambito dell’indagine sulla gestione illecita di rifiuti che aveva portato al sequestro di un’ex cava lungo la strada per Foglizzo. Il primo passo per tutelare i propri interessi è stato l’affidamento di un incarico legale all’avvocato Ferdinando Ferrero di Ivrea, chiamato ad assistere l’ente in un procedimento in cui il Comune viene definito “parte potenzialmente lesa dal comportamento di terzi”. L’indagine è nella fase preliminare e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti. Ma una cosa è chiara: in Canavese e non solo, la gestione delle terre da scavo e dei rifiuti torna a essere un terreno scivoloso, dove controlli, carte e autorizzazioni fanno la differenza tra ciò che è lecito e ciò che non lo è.
Lo scorso novembre, in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Torino, i carabinieri forestali di Torino e dei nuclei di Bardonecchia, Oulx, Pont Canavese e Volpiano erano intervenuti a Salbertrand e a San Giorgio Canavese per dare esecuzione ad una perquisizione e al sequestro di terreni e depositi, attuati su tre differenti aree di superficie complessiva stimabile in circa 65.000 metri quadri (circa 8 campi da calcio) da una ditta specializzata in terre e rocce da scavo che ha sede in alta Valle di Susa. L’ipotesi degli inquirenti è quella di una gestione illecita di smaltimento di rifiuti terrosi, mediante creazione di documentazione falsa, con varie ipotesi di reato a carico del legale rappresentante della ditta. Ipotesi che vanno dalla falsa documentazione attuata da privato al mancato adempimento di ordinanza di smaltimento e ripristino, fino alla gestione illecita di rifiuti non pericolosi e difformità nelle modalità di gestione rifiuti da parte di azienda autorizzata.
Dalle indagini sono emerse condotte punibili penalmente, dal momento che i rifiuti terrosi venivano camuffati come materia prima, anche se non sottoposti al dovuto trattamento e depositati su vari fondi di proprietà demaniale, del Comune di San Giorgio Canavese e in parte dell’indagato. Lo stesso modus operandi è stato accertato su rifiuti provenienti da terre e rocce da scavo già oggetto di ordinanza sindacale del Comune di Salbertrand, volta al ripristino dello stato dei luoghi, eludendo così quanto disposto dall’autorità. I carabinieri forestali avevano acquisito e sequestrato copiosa documentazione cartacea e digitale riferita alla tracciabilità di tali depositi, sia presso la ditta che negli uffici del Comune di San Giorgio Canavese, che nella vicenda è parte lesa, in quanto si profila anche un danno economico. «La grande area, situata in strada per Foglizzo, che comprende diversi appezzamenti e quindi più mappali – spiegava il sindaco Marco Baudino – è un’ex cava che era già stata ritombata e per la quale avevamo avviato un iter per la collocazione di un impianto fotovoltaico. Avevamo già pubblicato le manifestazioni d’interesse e una ditta si era detta interessata al progetto. Una prima stima di calcolo economico indicava per il Comune un introito di circa 12mila euro l’anno. Ora, con il sequestro e l’indagine della Procura in corso è tutto bloccato. Non sappiamo, inoltre, se l’area andrà poi bonificata».Lydia Massia