La strage invisibile dei senza dimora, 414 morti nel 2025: “Non solo nelle grandi città, ma soprattutto in provincia”
Gaetano aveva 66 anni. È morto accanto ai carrelli di un supermercato di Mantova negli ultimi giorni dell’anno. Lo hanno trovato avvolto negli abiti che usava come coperta. L’uomo è soltanto una delle 414 persone senza dimora che sono morte nel 2025 in Italia. “Una strage invisibile” per la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD) che da sei anni raccoglie i dati sui decessi dei clochard nel nostro paese. Eppure una morte su tre avviene in uno spazio pubblico facilmente visibile dai cittadini e dalle istituzioni. “Nel 34% dei casi i ritrovamenti sono infatti avvenuti in strada, parchi e aree pubbliche” si legge nel report della fio.PSD. Ma quali sono i motivi di queste morti?
“Le cause dei decessi tra le persone senza dimora riflettono una condizione di estrema vulnerabilità, in cui fattori personali, sociali e ambientali si intrecciano aggravando situazioni spesso già precarie, afferma il presidente Alessandro Carta. Non si muore solo per il freddo o per il caldo, anzi. L’analisi evidenzia chela “strage invisibile continua ad alimentarsi mese dopo mese, senza interruzioni, nel corso dell’intero anno”. E così eventi che in altre condizioni potrebbero non risultare fatali, lo diventano a causa della “mancanza di accesso alle cure sanitarie, dell’isolamento sociale, dell’insicurezza e dell’assenza di un alloggio adeguato”.
Dai dati della fio.PSD emerge anche un altro dato. L’area più colpita dai decessi rimane il Nord Italia. In particolare. Il 29% nel Nord-Ovest e 19,7% nel Nord-Est. Seguono il Centro, con il 26%, il Sud, con il 17% e le Isole con l’8,3%. Con le grandi città come Roma e Milano che collezionano il triste primato. “Sicuramente le grandi città rappresentano i luoghi intorno ai quali si concentrano la maggior parte delle persone senza dimora, essendo queste maggiormente dotate di servizi e di opportunità di supporto” scrive nel report la fio.PSD sottolineando una nuova tendenza. “I dati di questo monitoraggio mettono chiaramente in luce che vi è un’estensione del fenomeno sempre più marcata anche nei centri urbani di medie e piccole dimensioni, e nelle aree periferiche”. Se il 40,5 per cento dei decessi avviene nelle 14 città metropolitane, la grande maggioranza delle morti si verifica nei territori di provincia anche molto piccoli. L’analisi svolta su 235 comuni in tutta Italia mette in luce la necessità di “sviluppare interventi capillari, capaci di raggiungere anche le realtà territoriali meno servite, dove il fenomeno spesso rimane meno visibile”.
E proprio per far conoscere sempre di più questo fenomeno, è partita la campagna nazionale “Tutti Contano” promossa da fio.PSD per il reclutamento di diecimila volontari e volontarie che parteciperanno alla Rilevazione nazionale sulle Persone Senza Dimora, voluta da ISTAT nelle giornate del 26, 28 e 29 gennaio 2026 nelle 14 città metropolitane italiane. Una campagna rilanciata anche da diversi personaggi del mondo dello spettacolo, da Luciana Litizzetto a Richard e Alejandra Gere. L’obiettivo è quello di realizzare una “fotografia notturna” per “raccogliere ed organizzare dati attendibili e aggiornati sul fenomeno dell’homelessness in Italia. Creare una fotografia realistica, attendibile e dettagliata della situazione, come elemento chiave per comprendere la realtà delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema e programmare politiche pubbliche inclusive e di lungo periodo che siano veramente efficaci”. Al momento, oltre tremila persone hanno risposto all’appello e parteciperanno alla mappatura di fine gennaio. Ma per poterla completare, ne servono ancora, specialmente su Roma, uno dei territori più estesi da mappare. Per questo gli organizzatori invitano i cittadini della Capitale a iscriversi compilando questo form.
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