Colpo di scena, il principe Harry vince la battaglia legale per la scorta: via libera al ritorno nel Regno Unito con Meghan, Archie e Lilibet
Il progressivo riavvicinamento di Harry al Regno Unito sarebbe solo una questione di tempo. Il nuovo anno porta novità positive al ribelle di casa Windsor che, secondo quando anticipato dai tabloid, sarebbe pronto ad incassare una vittoria nella lunga disputa ingaggiata contro il ministero dell’Interno britannico che gli aveva negato la scorta durante i suoi viaggi nel paese. La decisione del Ravec, il comitato esecutivo britannico che valuta i livelli di rischio per i membri della famiglia reale e i Vip, sarebbe solo da formalizzare e questo per Harry significa solo una cosa: vittoria. Il duca del Sussex aveva fatto di questa battaglia una questione di merito e di giustizia legata alla morte della madre, Lady Diana.
La decisione del governo di negare la sicurezza della polizia a chi non abbia più un ruolo attivo per conto della corona, mai accettata da Harry, portò Lady D a Parigi, su un’auto in corsa sotto al tunnel dell’Alma in fuga dai paparazzi che la inseguivano ossessivamente e accompagnata solo dalla scorta di Al Fayed che, a suo dire, non avrebbe scongiurato la tragica fine dell’amata madre. Harry non ha mai voluto che questa regola potesse mettere a repentaglio la sua vita e quella della sua famiglia, per questo l’ha impugnata con ogni forza, al punto da tirare in campo il padre, re Carlo III, sia dal punto di vista personale che formale. Da nonno avrebbe smesso di vedere i suoi nipoti perchè Harry si rifiutava di portarli in Regno Unito senza le dovute condizioni di sicurezza e come capo dello stato, il sovrano avrebbe forse potuto caldeggiare la sua posizione. Generando l’ennesimo forte imbarazzo a palazzo. Dopo aver fatto appello presso l’Alta Corte, lo scorso maggio, la posizione del duca del Sussex si era resa più forte grazie ai fatti.
Durante la sua ultima visita a Londra, lo scorso settembre, Harry aveva subito la presenza molesta di una stalker che lo aveva seguito durante i suoi impegni pubblici per conto della associazione benefica che promuove da anni e durante una vista ad un centro di eccellenza presso l’Imperial College. Non era la prima volta e non era il primo tentativo di avvicinamento da parte di una donna che lo avrebbe anche minacciato on line.
La notizia aveva fatto scalpore e costretto il governo a fornirgli una scorta per un giorno dando così sostanza alle sue preoccupazioni circa la necessità di vedersi assicurata la presenza delle forze dell’ordine, pagate dai contribuenti inglesi. Il figlio minore del re aveva anche scritto al ministro dell’Interno, Shabana Mahmood, chiedendo “una rivalutazione” della sua posizione, che ora sarebbe finalmente arrivata.
Secondo il Mail on Sunday, la decisione è presa ed Harry e la sua famiglia avranno diritto ad avere una scorta garantita dal ministero dell’Interno quando in visita nel Regno Unito; la trascrizione della misura “sarebbe solo una formalità”. Da questo momento in poi, dunque, il duca del Sussex dovrà informare la Metropolitan Police del suo arrivo con un anticipo di almeno 30 giorni, attivando così il riesame della sua posizione che verrà stabilita “caso per caso” dando ragione ai suoi legali che avevano portato avanti la causa teorizzando che la vita di Harry “era stata messa in gioco” per questa sottovalutazione. In fondo, lui resta il figlio del re ed il quinto in linea di successione per la monarchia britannica ed ha combattuto come militare in Afganistan: la sua richiesta si limita allo spazio ed al tempo che trascorrerà nel Regno Unito, ha voluto sottolineare Jennie Bond, esperta di reali che ha accolto con favore la decisione. Ma se, a suo dire, il popolo è pronto e felice di riaprire le braccia al figliol prodigo che il sovrano starebbe a sua volta aspettando con favore, la parte più difficile resta quella legata alla posizione di Meghan. La duchessa continua a non essere la benvenuta, nè a corte nè a Londra.
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