San Bernardino ed ex parco operai Olivetti verso la riapertura, la rinascita si avvicina
Ivrea
Continua a presentarsi come una selva impraticabile che urla vendetta il parco del Convento, vicino a San Bernardino e accanto all’edificio che fu la mensa Olivetti di Ignazio Gardella. Un polmone verde sulla collina di Monte Navale con quel che resta dei campi da bocce su 8 piste, le gradinate e il tennis su terra rossa, il percorso vita dalle 18 stazioni immaginate già negli anni Ottanta dal canoista olimpico Roberto D’Angelo, tutti elementi espressione del binomio uomo-natura voluti da Adriano Olivetti per il tempo libero dei suoi operai. Parliamo di due ettari di verde attrezzato in piena zona Unesco, di cui un anno fa esatto si annunciava la rinascita con riapertura al pubblico nel 2028 grazie a un progetto poderoso su partenariato speciale pubblico-privato tra il Fai, proprietario del sito, e il Comune di Ivrea. Ivrea che partecipa all’operazione grazie ai fondi europei del Programma regionale Fesr 2021/2027-Strategie urbane d’area, che assegnerebbero a questo scopo un milione e 100mila euro coperti per l’85% dalla Regione, su un progetto che ne vale 2,6 e fa capo al Fai. Il fatto è che Regione subordina il finanziamento a una limatura nel testo della convenzione, ovverosia, spiega l’assessore Fabrizio Dulla, chiede che «il Fai riconosca un diritto reale di godimento sull'area per almeno 10 anni».
Regione: parte pubblica più “pesante”
L'attuale convenzione prevede, a vantaggio del Comune, «un uso pubblico per 25 anni con impegno del Fai a trascrivere l'atto se il progetto viene finanziato. Nell'ultima riunione si è evidenziato come la servitù di uso pubblico sia un diritto reale, e Regione pare abbia convenuto, solo che vuole la trascrizione prima di finanziare. Adesso i legali di Fai e Regione sono in ferie, quindi attendiamo settembre». Dovremmo esserci, dopo un anno scandito da ritardi sempre riconducibili a questioni burocratiche (risale a un anno fa una prima modifica al partenariato sostituito con un accordo basato su convenzione), con documentazione e progetto di massima, elaborato dal Fai, condiviso con la Regione. Tutto mentre sembra essere arrivato al dunque anche l’iter che porterà al restauro finalizzato all’apertura al pubblico del Convento di San Bernardino-Casa Olivetti, altro luogo di valore enorme in mano al Fai a cui è stato donato nel 2023 dagli eredi Olivetti e Tim: il convento medievale, bisognoso di lavori strutturali e ingenti, la chiesa, le pertinenze novecentesche, per un recupero complessivo di oltre 40.000 mq tra edifici storici e verde, previsto a conclusione entro il 2027.
Convento, a che punto siamo
Lo aveva assicurato il sindaco Matteo Chiantore alla 29esima giornata nazionale del Fai celebrata alla Scala di Milano lo scorso febbraio. E lo ripete oggi, anticipando i prossimi passi. «Per il convento – illustra – è stato redatto il Progetto di fattibilità tecnico-economica del progetto, e Fai sta confezionando il bando da pubblicare in autunno. Per la chiesa è in corso la campagna diagnostica e la campagna di studi, parte fondamentale del progetto di restauro, che si concluderà l’anno prossimo, dopodiché si potranno appaltare i lavori».
Il recupero dell’ex parco dei dipendenti Olivetti e del complesso di San Bernardino sono le due anime di un maxi progetto da nove milioni di euro che riguarda appunto chiesa, convento di San Bernardino ed area esterna, sempre sotto la regia di Fai. A renderlo possibile i 6 milioni stanziati nel 2021 dall’allora ministro alla Cultura Franceschini espressamente indirizzati alla chiesa (un percorso museale) e al convento, per farne sede della biblioteca storica di Camillo e Adriano Olivetti; un contributo di un milione e mezzo arriva da Compagnia San Paolo, mentre mezzo milione è oggetto di crowdfunding Fai. I fondi europei, con il contributo da un milione di euro che dovrebbe accordare la Regione invece, stanno alla base della riqualificazione dell’area verde in disuso da una trentina di anni, ma mai uscita dal cuore degli eporediesi.
Un anno fa la prima bozza
Rispetto alla rinascita di Monte Navale, ad agosto di un anno fa la proposta Fai era stata l’unica a intercettare la manifestazione di interesse appositamente avviata dal Comune. Fondamento progettuale, non solo il mantenimento della logica originaria del parco e degli spazi, con il recupero di una parte delle mura del convento e la cura del bosco di alberi monumentali, ma in più la creazione di spazi per eventi, attività didattiche e un bar ristoro. E tre ingressi pedonali su tre lati diversi.