Muore sul Monviso l’alpinista Andrea Biffi, amava le scalate al limite dell’impossibile
BORGIALLO. Un’anima libera, uno spirito temerario che ha scritto pagine di montagna mai tentate prima, in solitaria, rincorrendo sogni e imprese, una dopo l’altra. Poi la salita sul Monviso e la tragedia sul versante francese: l’alpinista Andrea Biffi, 32 anni, di Borgiallo, è morto domenica durante l’escursione.
Era esperto di montagna e ultratrailer con molte avventure alle spalle. Nella mattina di lunedì 18 agosto il corpo senza vita di Biffi è stato ritrovato dalle autorità francesi. Ben equipaggiato, si era avventurato sulla Cresta Berhault, percorso impegnativo dal colle delle Traversette alla cima del Re di Pietra, a un’altitudine di 3841 metri. L’ultimo contatto con il padre è stato registrato alle 16 di domenica 17 agosto. È stato proprio il genitore, preoccupato nel non avere più sue notizie e nel non vederlo rientrare, che ha dato l’allarme, facendo poi partire le ricerche. L’ultimo segnale del Gps risaliva alle 3.30 della notte tra domenica e lunedì e arrivava dal versante francese del Monviso, nel canalone denominato Couloir del Porco. Tra quelle rocce, dopo una caduta da 200 metri, le ricerche con l’elicottero hanno permesso di individuare, all’alba di lunedì 18, il corpo del 32enne, tra la punta Udine e la punta Venezia. Dal momento che era un alpinista e un atleta esperto, è plausibile che a causare l’incidente mortale sia stato un cedimento della roccia. La salma è a disposizione delle autorità di Briançon e si attendono novità sul suo rientro in Italia.
TANTE IMPRESE
Volto noto in Canavese e nel mondo della montagna, Biffi, papà di due figli di 3 e 4 anni, si era trasferito a Borgiallo alcuni anni fa. Aveva frequentato il liceo Gramsci a Ivrea e sin da giovanissimo si era appassionato al mondo della corsa, anche in montagna, avvicinandosi agli ambienti di trail e ultratrail. Aveva anche subito un infortunio, che però non aveva fermato la sua passione. In Canavese aveva partecipato all’Ivrea-Mombarone, chiudendo sesto nel 2023. Lo stesso anno aveva vinto il trofeo Punta Quinzeina a Frassinetto, percorrendo i 16 km con dislivello di mille metri in un’ora e 39 minuti,un record. Tra le grandi imprese quella di giugno 2025: ha vinto un trail da 100 miglia con un dislivello di 8mila metri, il Mountain ultra trail del Sudafrica. Una vittoria che gli avrebbe permesso di partecipare all’Ultra trail del Monte Bianco. Un monte che aveva affrontato in solitaria, passando per la Cresta integrale del Brouillard e ritornando dalla via Italiana: un’impresa lunga 24 ore portata a termine su una delle creste più impegnative delle Alpi che era un sogno nel cassetto. Il 10 aveva disputato la marcia alpina Traversella-Chiaromonte, finendo tra i primi 10. A fine luglio aveva percorso non stop i 145 chilometri dell’Alta via canavesana, mentre all’inizio del mese aveva compiuto la traversata integrale delle creste valchiusellesi. Negli ambienti dell’alpinismo era conosciuto come uno sportivo che affrontava scalate al limite dell’impossibile. Per lui percorrere vie di nono grado di difficoltà non era un problema. Perché Andrea Biffi era così, un atleta che rincorreva il sogno di compiere un’impresa dopo l’altra.—
IL RICORDO
Aveva partecipato alla festa di Ferragosto a Borgiallo con la promessa di rivedersi la settimana successiva. La notizia della morte di Andrea Biffi ha colto tutti di sorpresa. Dal Comune sono stati fatti subito gli accertamenti necessari a confermare che si trattasse proprio di lui, perché non aveva ancora ufficializzato la residenza. Aveva anche vissuto per un periodo in Valchiusella, a Novareglia, frazione di Valchiusa, dove era noto per la sua grande voglia di scoperta. Tra pochi giorni, con un amico, avrebbe dovuto affrontare la traversata delle Grandes Jorasses, in Valle d’Aosta.
A Borgiallo era diventato parte integrante della comunità e si era inserito nell’ambiente sportivo che prediligeva, insieme agli altri appassionati del territorio, forte della fama di affermato ultratrailer. Tra le associazioni canavesane che lo ricordano con affetto, per esempio, c’è il Corio trail running team: «Abbiamo perso un atleta, un campione, un fuoriclasse, ma soprattutto un grande amico. Rimarrai per sempre uno di noi». Poi il gruppo di Ceresole Reale: «Vogliamo ricordarti nelle tue montagne mentre parli dei sogni da realizzare. Un pezzo della Gara di Ceresole è tuo. Ora lo sarà per sempre». E non mancano i ricordi di coloro che, da ogni parte del mondo, hanno condiviso con lui un momento in montagna. Sul suo canale social tanti compagni di avventura lo ricordano per l’impatto avuto nelle vite di molti, per l’ispirazione che è stato capace di dare, un giovane umile, entusiasta, appassionato, ma anche gentile e determinato. Arriva anche la vicinanza dell’amministrazione comunale: «Esprimiamo tutto il nostro cordoglio alla famiglia per questa tragedia che ha portato alla fine di una giovane vita», dice la sindaca Francesca Cargnello. —