Caso Fedegari, Donzelli attacca «Niente nomina e ora si vendica»
/ pavia
Le parole dell’avvocata Elisabetta Fedegari che è uscita da Fratelli d’Italia lamentando di non avere ricevuto solidarietà in un caso di molestie sessuali? Secondo Giovanni Donzelli, deputato e responsabile dell’organizzazione del partito meloniano sarebbero state scritte «probabilmente per vendicarsi di una mancata nomina».
La lettera choc
Riepilogo: lunedì scorso Elisabetta Fedegari, 44 anni, ex componente del Cda di Asm Pavia, candidata alle elezioni regionali per Fratelli d’Italia e componente del Cda di Ersaf, l’ente regionale per le foreste, annuncia con una lettera choc l’intenzione di uscire dal partito. Dice di non essersi sentita valorizzata, ma, anzi, osteggiata e cita un episodio grave: un altro esponente del partito l’avrebbe molestata sessualmente e i vertici locali di FdI non le avrebbero mostrato solidarietà e non avrebbero preso provvedimenti nei confronti del presunto molestatore.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15233653]]
Ieri mattina, dopo che il caso aveva assunto rilevanza nazionale, l’onorevole Giovanni Donzelli ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa. Intanto sostenendo che l’episodio citato da Fedegari risalirebbe a un anno fa. «La solidarietà – ha detto ieri Donzelli – e il dispiacere sincero per le frasi inopportune che le furono rivolte ci fu oltre un anno fa, da parte del nostro presidente provinciale (Claudio Mangiarotti - ndr), per scritto via WhatsApp» e la stessa Elisabetta Fedegari «apprezzò anche e comprese bene la riservatezza perché consapevole della delicatezza della situazione che per motivi di privacy e sensibilità non è opportuno da parte mia divulgare». Ma il dirigente del partito della premier ha aggiunto altro. Secondo l’onorevole Donzelli rilanciare a distanza di un anno «con cinismo quel brutto episodio delicato» e denunciare «scarso garantismo del partito per le sue vicende giudiziarie» è una scelta compiuta «probabilmente per vendicarsi di una mancata nomina». Quale sarebbe stata questa mancata nomina, questo ruolo al quale l’avvocata Fedegari avrebbe aspirato? Secondo le indiscrezioni della politica, avrebbe puntato a ottenere la vice presidenza di Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) nel cui Cda venne nominata il 14 settembre 2023 insieme ad Andrea Itraloni, ex sindaco di Copiano. Il consiglio di amministrazione di Ersaf dura 5 anni, quindi la scadenza naturale sarà nel 2028.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15235058]]
Una brutta inchiesta
Tornando al responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, ieri l’onorevole Donzelli ha aggiunto: «Sui temi etici posso confermare massimo rigore di Fratelli d'Italia. A Pavia, chi ha letto le carte di una brutta inchiesta ci dice che potrebbe esserci stato un tentativo di scalata ostile del nostro partito sfruttando anche criminali e persone ambigue. Su questi temi confermo che saremo sempre intransigenti».
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15235058]]
Affermazioni abbastanza “criptiche” che vanno interpretate. Probabilmente il riferimento del dirigente di Fratelli d’Italia è agli atti di una recente indagine milanese dalla quale risulterebbe l’impegno di un esponente locale di Forza Italia nel reclutare tesserati in vista del congresso provinciale di Fratelli d’Italia al quale Fedegari si era candidata e al quale, in seguito rinunciò. L’avvocata pavese, infatti, il 20 novembre 2023 annunciò la propria candidatura alla segreteria provinciale in contrapposizione a Claudio Mangiarotti. Il successivo 27 novembre, però, nell’ambito dell’indagine Clean 1 avviata dalla Procura di Pavia, il presidente di Asm Manuel Elleboro finì ai domiciliari (poi annullati) e l’avvocata pavese venne iscritta nel registro degli indagati con l’accusa, ancora da dimostrare, di peculato. Per questo ritirò la sua candidatura.
Fedegari: «Ho fatto bene ad andarmene»
Elisabetta Fedegari, ieri, ha replicato alle parole dell’onorevole Giovanni Donzelli. Riguardo al fatto che l’episodio di molestie risalirebbe a un anno fa, precisa: «Meno di un anno fa. Vero che il coordinatore provinciale fu avvisato e mi disse che gli dispiaceva, ma se questa è la solidarietà...». Fedegari puntualizza, poi, di non avere fatto un esposto alla Procura, ma di avere «attenzionato i carabinieri» mostrando i messaggi che contenevano le molestie sessuali «per capire se potessero avere rilevanza». Inoltre aggiunge: «Non conosco l’onorevole Donzelli, ma quello che dice mi lascia “basita”. Quando parla di criminali e persone ambigue non so a chi si riferisca, e comunque io non ne frequento». E l’accusa di avere puntato a un ruolo politico: «È vero che speravo che il partito riconoscesse il mio impegno, il fatto di avere portato voti, ma tutto questo può essere definito una “scalata ostile”? Forse si dice questo perché mi sono contrapposta alle elite (il consigliere regionale Claudio Mangiarotti e la deputata Paola Chiesa - ndr) e mi sono proposta come alternativa a persone già presenti, ma basandomi sui voti. In un Paese democratico non credo di avere fatto nulla di sbagliato». L’avvocata Elisabetta Fedegari conclude dicendo di essere «ancora più convinta della mia scelta di uscire dal partito. Invece di fare una analisi seria e ammettere gli errori, fanno quadrato e cercano di attaccarmi su ogni fronte».