Mazzè, Jacopo Peretti è morto per l’intossicazione da fumo. Zippo davanti al giudice: “Mi vergogno per quello che è accaduto”
MAZZE’. Aveva alti livelli di monossidio carbonio, dunque è probabile che sia morto prima delle fiamme Jacopo Peretti, 33 enne di Mazzè scomparso nel crollo di via Nizza a Torino. Ovviamente non è l’unica causa: ma prima delle fiamme è arrivato il fumo. Ed è probabile che Peretti non si sia proprio svegliato, quella notte. La medica legale Alessandra Cicchini ha svolto stamattina, venerdì 11, l’autopsia, alla presenza del consulente nominato dalla madre di Jacopo, Marzia Grua, assistita dall’avvocato Lorenzo Bianco.
Nel frattempo Giovanni Zippo, la guardia giurata di 40 anni, che è in arresto per avere provocato lo scoppio è stato interrogato in ospedale e si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'uomo, che utilizzando del liquido infiammabile avrebbe causato la morte di Jacopo Peretti, 33 anni, di Mazzè, travolto dalle macerie mentre dormiva, e il ferimento di altre cinque residenti, a quanto si apprende ha comunque fatto delle ammissioni. «Sì, sono stato io, mi vergogno» sono state le sue parole.
L'interrogatorio di garanzia, per omicidio volontario con dolo eventuale e crollo doloso, si è svolto all'ospedale Cto di Torino, dove Zippo è ancora ricoverato in seguito alle ustioni e alle ferite subite la notte tra il 29 e il 30 giugno. «Non voleva provocare l'esplosione - ha spiegato il suo avvocato, Basilio Foti -. Per lui questo era un dispetto a una persona che l'ha sfruttato - ha affermato in riferimento alla ex ragazza di Zippo, che abitava in quel condominio -. La situazione gli è scappata di mano. Non voleva uccidere» ha sostenuto. «Non poteva immaginare che potesse verificarsi l'esplosione - ha aggiunto il legale -, l'accusa di omicidio volontario per i il mio cliente è troppo».