Il faccia a faccia col lupo e ristori record per il Canavese
PRASCORSANO
Le colline che dividono Cuorgnè da Prascorsano, immerse nel silenzio, sono tornate a regalare l’emozione di un incontro ravvicinato con il protagonista più elusivo dell’arco alpino. Lunedì alle 18.45, mentre la luce radente dell’imbrunire disegnava ombre lunghe sugli alberi, Marco Ghiglieri ha immortalato un esemplare di lupo intento a perlustrarsi il bordo della carreggiata, a non più di un centinaio di metri dalle prime abitazioni.
Lo scatto – nitido, quasi ipnotico nello sguardo dell’animale – ha subito fatto il giro dei gruppi social del territorio: curiosità, un filo di timore, e la consapevolezza che questi carnivori stanno ormai riconquistando stabilmente la cintura pedemontana canavesana.
La testimonianza
La scena si è consumata lungo l’antica strada che collega i due comuni, una via poco battuta che corre parallela al torrente Gallenca e che negli anni Novanta era l’unico collegamento diretto tra le due comunità. «Il lupo - racconta il fotografo - si è fermato per qualche secondo quasi a scrutare l’obiettivo» poi ha attraversato il fosso laterale e si è dileguato tra la vegetazione senza mostrare alcun segno di nervosismo. Gli abitanti descrivono sempre più spesso apparizioni analoghe, segno di un’espansione che le ricerche del Parco nazionale del Gran Paradiso attribuiscono alla presenza di cibo abbondante e a un habitat favorevole. Il sindaco Piero Rolando Perino prova a stemperare l’allarme: «Gli avvistamenti sono pressoché quotidiani, ma al momento non risultano aggressioni ad animali domestici o predazioni in allevamenti». Una puntualizzazione importante, perché la convivenza tra grandi predatori e attività zootecniche resta il nodo più delicato dell’intero dossier faunistico. Nel Canavese, dove l’allevamento ovi-caprino e la piccola produzione bovina sopravvivono su scala familiare, basta un singolo attacco per compromettere il lavoro di un’intera stagione.
I numeri
Sul versante regionale, intanto, si registra una novità destinata a dare ossigeno alle aziende colpite lo scorso anno. L’assessorato all’Agricoltura ha ufficializzato lo sblocco dei rimborsi 2024 per i danni da predazione: 444 mila euro la cifra complessiva trovata nelle pieghe del bilancio, sufficiente a liquidare 172 pratiche ritenute ammissibili. Nel solo Torinese, le domande accolte sono 42 e valgono 59 mila euro. Una misura che arriva dopo mesi di sollecitazioni da parte delle associazioni di categoria, preoccupate dall’allungarsi dei tempi burocratici.
A rivendicare il risultato è il consigliere regionale Mauro Fava: «L’assessorato all’Agricoltura ha annunciato di aver reperito le risorse aggiuntive per far partire i pagamenti di tutte le domande per i danni derivati dalle predazioni da lupo. Si tratta di un impegno finanziario gravoso, che ammonta a 444mila euro, per sopperire alle 172 istanze presentate e risultate idonee, 42 delle quali nel Torinese per un esborso di 59mila euro. Una risposta concreta però ai tanti allevatori che hanno subiti danni ingenti per gli attacchi soprattutto ad ovi-caprini e giovani vitelli. La Giunta Cirio e il centro destra ancora una volta è al fianco di chi produce e nelle pieghe di bilancio assicura un ristoro per chi subisce danni incolpevolmente».
Il doppio binario – tutela della biodiversità da una parte, salvaguardia del reddito agricolo dall’altra – rimane dunque l’unica strada percorribile. Da un lato i monitoraggi scientifici e le campagne di sensibilizzazione, dall’altro indennizzi rapidi e adeguati per chi subisce perdite. Nel mezzo, una popolazione che impara a convivere con un predatore simbolo dell’equilibrio naturale, ma anche catalizzatore di tensioni socio-economiche.