Borgofranco, proprietario in carcere: otto gatti soli, due recuperati pieni di vermi
BORGOFRANCO D’IVREA. Gli occhi praticamente chiusi, la bocca piena di vermi. Sono queste le condizioni in cui sono stati trovati due gattini usciti da una casa che contiene circa 8-9, senza che ci sia nessuno a curarli all’interno. La casa si trova vicino a un bosco e i gatti sono da soli in giardino. Il proprietario, infatti, è in carcere a Biella e alcuni volontari lasciano da mangiare a loro spese all’esterno della casa.
A intervenire, tra l’altro, sono i volontari del gattile di Ivrea con cui il Comune in questione, quello di Borgofranco, non è neanche convenzionato. Sono tanti i Comuni che hanno sottoscritto una convenzione, mentre altri non lo hanno fatto. Alcuni se ne occupano in proprio, ma per il randagismo felino le alternative sono due: o si sottoscrive una convenzione con un’associazione che poi si occupa delle sterilizzazioni e delle adozioni, oppure si può agire in proprio con un veterinario libero professionista.
Spesso il gattile di Ivrea si trova a gestire delle situazioni simili, recuperando gatti feriti di notte o intervenendo in casi come questo dove potrebbe anche esserci una potenziale situazione di pericolo per la pubblica salute. I gatti in giardino, infatti, continueranno a moltiplicarsi perché il proprietario è in carcere, se non c’è un intervento. Da poco, in un altro piccolo Comune dell’Eporediese, Fiorano, sono stati trovati due gatti morti dentro casa di un uomo che aveva uno sfratto esecutivo. Morti di stenti, di fame e di sete. L’uomo è stato denunciato per maltrattamenti sugli animali. «Il punto è che di queste situazioni - spiega Silvia Faggian, presidente del gattile di Ivrea -, finiamo sempre per occuparci noi, anche se non ci sono le convenzioni. La competenza del randagismo felino è comunale ed ogni Comune, anche piccolo, deve destinare una certa cifra per le sterilizzazioni e le necessità dei gatti. Non possono essere sempre i volontari a pagare».
L’Asl/To4 può intervenire con il suo servizio veterinario. Deve però essere attivata dai Comuni e, in questo caso, nessuno lo ha fatto. «Verificheremo e in caso attiveremo l’Asl - spiega il sindaco di Borgofranco - Fausto Francisca».
In generale il gattile di Ivrea si trova spesso a gestire situazioni del genere, che esulano dalle competenze dei volontari, anche in Comuni in cui non ci sono convenzioni. Faggian, fa un appello: «Servono più volontari che si occupino dei gattini che troviamo, forniamo noi il cibo e tutto il resto, ma ci servono balie che ospitino dentro casa per il periodo necessario alla loro crescita e adozione».