Bellino eletto segretario Spi di Ivrea: «Una porta aperta all’ascolto»
IVREA. Fabrizio Bellino, 63 anni, di Pavone, è il nuovo segretario dello Spi (pensionati) Cgil di Ivrea. È stato eletto la scorsa settimana e guiderà la Lega 32 fino al prossimo congresso, una Lega che conta circa 7mila iscritti. Bellino succede ad Alfredo Ghella, che dal 2022 era ai vertici dello Spi di Ivrea dopo aver guidato quello dell’Alto Canavese e guida anche la Lega di Caluso.
Bellino non è un volto nuovo nel panorama del sindacato. Oltre trent’anni come funzionario Fiom sul territorio, in Alto Canavese prima e come responsabile Ivrea-Settimo per tredici anni, Bellino è andato in pensione un anno fa. Il sindacato, però, non l’ha mai lasciato. «È un modo di vivere – dice –. Dopo tanti anni sei abituato a occuparti delle situazioni, delle persone, a raccogliere problemi, ad ascoltare, fare trattative».
E adesso? «E adesso cercherò di rendermi utile anche in questo ruolo – dice –. Ringrazio Alfredo per il suo impegno e la sua dedizione, sempre appassionata. Alfredo e io facciamo sindacato insieme da una vita. Ho sostituito lui tanti anni fa in Fiom in Alto Canavese, poi a Ivrea, ora qui». Quale il contributo da portare in Spi? «Io sono uno concreto e quindi mi piacciono le iniziative e i percorsi che portino dei risultati concreti. Lo Spi ha una ricchezza straordinaria, fatta di persone che, quotidianamente, dedicano il loro tempo per le attività, per indirizzare ai servizi, per lavorare sui temi attuali, sui diritti, sulla parità di genere. Attraverso il sindacato, sono una porta aperta di ascolto per i cittadini e portano avanti un lavoro preziosissimo, ricco di competenze che derivano dalle varie professioni esercitate», dice. «Io credo che – osserva – in questo momento sul territorio ci sia bisogno di interlocutori nei vari enti che abbiano una conoscenza puntuale delle situazioni e che possano assumere delle decisioni per provare a risolverle. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad accorpamenti e a gestioni accentrate lontano dei territori e mi pare sia ormai chiaro a tutti che questo abbia portato ad un impoverimento, a un allontanamento dalle esigenze dei singoli territori». Servizi sanitari, di assistenza, difficoltà di accesso ai servizi e riduzione della capacità di spesa sono i problemi con i quali ogni giorno i volontari Spi vengono a contatto. «Mi piacerebbe anche incrementare le sinergie tra lo Spi e le varie categorie proprio perché già i volontari sono di supporto ai nostri servizi. In Canavese ci sono molte realtà, io penso che bisognerebbe confrontarsi e agire insieme di più».