Il difensore di Sempio: «Noi siamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento»
GARLASCO. “Noi siamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento. Questa è una inchiesta insidiosa e il concorso nell'omicidio di Chiara Poggi è solo una diavoleria per riaprire nuove indagini e accusare Andrea Sempio. Io cerco di arginare, ma andremo avanti così fino alla fine". A due giorni dall'inizio dell'incidente probatorio sul delitto di Garlasco, Massimo Lovati, che con la collega Angela Taccia difende Sempio, il 37enne su cui la Procura di Pavia da qualche mese ha riacceso i riflettori, ritorna a criticare l'inchiesta riaperta a 18 anni dal delitto di via Pascoli.
"Il concorso tra più persone - ha ripetuto l’avvocato - si deduce dal fatto. E il fatto è che sulla scena del crimine c'è una impronta sola ed è di una suola a pallini". Il legale ricorda poi che il decreto di archiviazione della precedente indagine nei confronti del suo assistito "non è stato impugnato. E invece hanno inventato l'escamotage di un complice per iscrivere un nuovo fascicolo". Sempio è indagato per “omicidio in concorso con Stasi o con ignoti”.
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E Andrea? "Sta come sempre - ha aggiunto Lovati - e resiste. I suoi genitori invece non stanno bene, sono ammalati". Intanto è fissato per dopodomani alle 10.30 negli uffici della polizia scientifica della questura di Milano il primo incontro tra i periti nominati dalla Gip pavese Daniela Garlaschelli e i consulenti delle parti processuali che parteciperanno all'accertamento irripetibile sui reperti raccolti nelle prime indagini sull'omicidio di Chiara, avvenuto il 13 agosto 2007 e per cui il fidanzato Alberto Stasi sta finendo di espiare 16 anni di carcere.
Molto probabilmente i tecnici genetisti e dattiloscopici esamineranno i verbali di custodia del materiale che riguardano chi lo ha conservato, come è stato conservato e chi assicura che non è stato alterato e così via. Dopo di che si dovrebbe fare un programma di massima e si rinvierà ad altra data.