Rapine della baby gang in centro: per due adolescenti arriva il “perdono”
PAVIA. Erano finiti al Beccaria con l’accusa di avere rapinato, l’anno scorso ad agosto, uno studente di 25 anni in Strada Nuova, con lo spray al peperoncino. Rapina preceduta da altri episodi simili, sempre in centro, che si erano susseguiti per giorni. Ora a distanza di quasi un anno dai fatti per i tre adolescenti, tutti 16enni e di origine egiziana, il tribunale ha tirato le somme. Per due, che avevano chiesto la messa alla prova, sta per arrivare il “perdono”, con la cancellazione dei reati commessi: il percorso di riabilitazione, che prevedeva l’obbligo scolastico e ore di volontariato, si è concluso positivamente e quest’anno prenderanno la licenza di scuola media. Il terzo giovane, invece, era scappato dalla comunità in cui era stato inserito dopo il Beccaria senza termine il suo percorso. Affronterà il processo il 23 gennaio, con rito abbreviato.
Rapinatori pendolari
I tre ragazzi, tutti difesi dall’avvocato Marco Sommariva, erano stati fermati dai carabinieri durante un servizio di controllo straordinario scattato, la scorsa estate, proprio per arginare il fenomeno delle rapine in centro, ai danni di passanti e studenti universitari.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri i tre giovani egiziani, senza un domicilio fisso, prendevano il treno da Milano per venire in città con l’obiettivo preciso di compiere crimini. L’episodio che li aveva visti protagonisti era stato preceduto da altre aggressioni: una lite tra Strada Nuova e corso Cavour, con un 25enne accoltellato, poi due scippi, con bande di ragazzi che avevano strappato la catenina d’oro a due persone, sempre tra corso Cavour e Strada Nuova.
La contestazione
La vicenda per cui sono finiti nei guai è questa: i tre ragazzi, una sera di agosto, avevano aggredito con lo spray al peperoncino uno studente universitario di 25 anni che stava camminando con un’amica in Strada Nuova, per derubarlo della catenina d’oro. La rapina si era conclusa con gli aggressori fermati dai carabinieri, che erano appostati in borghese per un servizio di controllo straordinario.
La vittima aveva descritto ai militari il loro abbigliamento: i giovani indossavano magliette dell’Inter, del Milan e del Paris Saint Germain. Erano stati rintracciati in poco tempo all’area Vul, con ancora la refurtiva addosso e lo spray al peperoncino, che era stato utilizzato anche contro i carabinieri con l’obiettivo di guadagnarsi la fuga. Le indagini avevano riguardato anche altri colpi, ma alla fine era stato possibile contestare al gruppo solo quella di Strada Nuova ai danni dello studente.
Il percorso rieducativo
I tre minorenni erano stati prima portati al Beccaria e poi trasferiti in comunità, su decisione del tribunale dei minori di Milano. I provvedimenti giudiziari a loro carico, come in tutti i casi che riguardano i minori, hanno subito messo in moto percorsi di riabilitazione e recupero.
Rientra tra questi strumenti anche la messa alla prova, con lavori di pubblica utilità: i minori che aderiscono al programma devono svolgere lavori di volontariato presso enti o associazioni e dare prova di avere compreso l’errore. Non solo: hanno l’obbligo di concludere la scuola. Obiettivo che due adolescenti su tre sono riusciti a raggiungere. —