Operatrici licenziate e reintegrate dopo l’orrore in Rsa: pronto il ricorso
Subito il ricorso contro il provvedimento del Giudice del Lavoro che ha reintegrato due Oss della casa di riposo Monumento ai Caduti di Guerra dopo le indagini per maltrattamenti agli ospiti.
Il presidente di Isvo Srl, società che gestisce le strutture per anziani di San Donà, Michele Basso è in linea con il sindaco, Alberto Teso, e ha già dato mandato a un pool di legali per presentare immediatamente, probabilmente oggi stesso, il ricorso contro il provvedimento. Genny Trevisiol e Maria Rosa De Piccoli potranno rientrare al lavoro e dovranno essere risarcite anche in termini di indennità non percepite e Tfr. Lo ha stabilito il giudice considerando la loro posizione non tanto grave da giustificare il licenziamento in tronco.
[[ge:gnn:nuovavenezia:14530993]]
Dopo le indagini dei carabinieri nel 2022 le condanne totali alla Casa di Riposo Monumento ai Caduti sono state per quasi 24 anni. Era stata negata la perizia psichiatrica chiesta dai legali per Davide Barresi, l’operatore 54enne accusato di ripetute violenze sessuali alle anziane. Tutti condannati, poi, i cinque operatori socio sanitari della casa di riposo accusati, pur con responsabilità diverse, di aver trasformato il “reparto viola” in un luogo di vergognosi orrori.
Ripetute violenze sessuali ai danni di anziane incapaci di reagire, violenze e vessazioni agli ospiti, pannoloni usati lanciati contro alcuni, cibo gettato via, schiaffi, insulti, minacce di pugni. Dopo quattro udienze in aula bunker la sentenza di condanna ha ridotto le richieste di condanna del pubblico ministero che aveva chiesto un totale di 38 anni.
Sono 8 gli anni di reclusione inflitti in primo grado a Barresi per le violenze sessuali, 6 anni a Fabio Danieli e a 5 anni la compagna e collega Maria Grazia Badalamenti, la “coppia terribile” per i maltrattamenti. Erano state condannate a 2 anni e 4 mesi Anna Pollazzon e Mergie Rosiglioni.
Sotto accusa erano finite altre quattro operatrici che avevano chiesto il patteggiamento, con sole accuse di minacce, ovvero Tiziana Re, di San Donà, imputata di un solo episodio di minacce e percosse, Maria Rosa De Piccoli, di Noventa di Piave. Quindi Genny Trevisiol di San Donà e Rita Esposito di Musile. Tutti i dipendenti accusati di maltrattamenti si erano licenziati.
Ora arriva il reintegro per le due Oss. Secondo il giudice la condotta tenuta non ha natura di minaccia, ma piuttosto un carattere “canzonatorio”. Il presidente Basso è sconcertato: «Il Giudice del Lavoro ha parlato di carattere canzonatorio delle minacce, ma intanto riconosce un danno di immagine alla struttura valutato in 5 mila euro intanto per una delle due. Ecco perché presentiamo il ricorso contro il reintegro, concordi con il sindaco Teso che non devono essere riassunte e pure risarcite».
Il commento dei familiari delle vittime è ovviamente intriso di rabbia e profonda tristezza. «Vista l’ultima sentenza del giudice», dice la figlia di un’anziana che ha subito violenze, «mi sono sentita gelare e penso sia l’ennesima violenza, anche se non fisica, inflitta a tutti gli anziani che hanno subito maltrattamenti non certo leggeri. Vorrei poter mandare un messaggio a tutti i familiari che affideranno i suoi cari nelle mani di quelle “oss” di pensarci due volte. Saranno anche reintegrate ma quel “marchio” non glielo toglierà più nessuno».