Obolo anti-bestemmia al bar, il ricavato va in beneficenza. Ma l’iniziativa fa discutere
Obolo anti-bestemmia, nessuna polemica tra la parrocchia di Castello di Godego e il Bar Sport sulla destinazione delle “multe” pagate da chi tira qualche moccolo. Lo ribadiscono sia il parroco don Gerardo Giacometti che i gestori del locale che è diventato suo malgrado un caso nazionale per aver proposto che ad ogni bestemmia pronunciata nel locale seguisse un’offerta in denaro: un euro per una, due euro e mezzo per tre, cinque euro per quella “creativa”.
A fronte della decisione del bar di dare il ricavato in beneficenza, nel notiziario parrocchiale don Gerardo aveva annotato che era meglio di no: «Sono soldi che assomigliano ai trenta denari di un certo Giuda e non vanno bene neanche per i poveri. Meglio impiegarli in sante messe per chiedere misericordia e il perdono dei peccati per la gioia di tornare ad amare il Signore e benedire il suo nome santo».
La conclusione di un discorso più articolato, dove non manca un apprezzamento per questa “provocazione” nei confronti del pessimo vizio del bestemmiare, ancora particolarmente diffuso nel nostro territorio: «Certo che se ad intervenire non è più solo il parroco ma un esercente», ha chiosato don Gerardo, «vuol dire che la misura ha passato i limiti della sopportazione, per lui e per qualcuno dei suoi clienti feriti da quelle parole. Ma non c’è nessuna polemica con il bar», rimarca il parroco, «che ha avuto il merito di sollevare una questione sulla quale anche io ero intervenuto tante volte. Sono intervenuto sulle offerte perché qualcuno era venuto a dirmi che le avrebbero portate in chiesa. Da qui il mio appunto per dire che le offerte raccolte con le offese al Signore non vanno bene neanche per i poveri, perché in loro c’è il Signore. Non ho mai preteso che li portassero qui, nemmeno per dire messe. Nel momento in cui c’è un offesa al Signore l’unica cosa da fare è chiedere perdono».
Decisamente sorpresi dal can can suscitato dalla loro iniziativa i gestori Daniele e la figlia Camilla Muledda che escludono qualunque tensione con la parrocchia: «Anzi, possiamo dire che ci ha appoggiato come si legge nel notiziario», osserva Camilla, ideatrice dell’iniziativa, «Neanche i clienti hanno fatto polemiche. Dal fatto che il barattolo non è pieno si capisce che le bestemmie sono diminuite».
Camilla ammette che il prezzario era partito come una goliardata con i clienti, anche se dava particolarmente fastidio il fatto che si bestemmiasse a voce altissima, magari in presenza di bambini: «Abbiamo raggiunto l’obiettivo che si bestemmi di meno, che era la nostra vera intenzione. Al di là anche del successo mediatico della cosa che proprio non ci aspettavamo».
E che ha portato anche tanti curiosi al Bar Sport nel pieno centro di Castello di Godego. E qualcuno anche di molto particolare: «Venerdì è arrivato un signore a farci i complimenti non solo per il caffè, ma anche perché ha deciso di smettere di bestemmiare nel 2016 e pertanto è molto contento della nostra iniziativa». Dimostrandolo anche concretamente: «Ha versato due euro, anche se non bestemmia, per contribuire alla causa. Il ricavato va in beneficenza».