Pallacanestro, il giorno della presentazione di tutte le squadre. Magliette all’asta per “#IotifoSveva”
TRIESTE Una giornata doppiamente speciale sabato per i tifosi della Pallacanestro Trieste. Sarà un lungo pomeriggio che si protrarrà fino a sera quello al PalaTrieste.
Il club biancorosso presenta tutte le proprie squadre, dal minibasket fino alla formazione di A2 di coach Christian e si presenterà anche il Futurosa di A2 femminile.
Ma il 30 settembre per Trieste è anche un giorno che suscita emozioni e commozione: oggi sono quattro anni che mancano il sorriso e l’entusiasta passione per il basket di Sveva e nel rispetto di quello che è diventato un appuntamento, verranno messe all’asta magliette il cui ricavato andrà a sostegno dell’associazione #iotifoSveva.
Un po’ di orari. Alle 17 inizierà l’attività all’esterno con campetti e chioschi e alle 18.30 comincerà la presentazione delle varie formazioni biancorosse preceduta dagli interventi istituzionali. Si comincerà con le selezioni dei più piccoli fino al gran finale che porterà in passerella la prima squadra. Alle 20 comincerà l’asta (in diretta Facebook sulla pagina iotifoSveva) che vedrà oltre alle canotte della squadra della scorsa stagione anche quelle dei triestini che giocano in giro per l’Italia come Stefano Tonut, Matteo Schina, Matteo Visintin e Filippo Gallo.
I LUNGHI
Venerdì pomeriggio, ideale trait d’union tra l’allenamento a porte aperte davanti ai tifosi e la giornata clou odierna si è svolta la conferenza stampa nella sede di Bcc Venezia Giulia dei due lunghi biancorossi, Francesco Candussi e Giovanni Vildera. Una conoscenza che risale a qualche anno fa quella tra “Candu” e il centro veneto visto che entrambi hanno militato nelle giovanili della Reyer Venezia. Un affiatamento emerso anche nelle risposte. «Non vogliamo nasconderci - hanno esordito - C’era una gran voglia di rivalsa». Candussi ha raccontato la “voglia di ripartire da una nuiva grande sfida», Vildera ha confessato che «la reotrocessione ha rappresentato una bella botta ma abbiamo un fuoco dentro che arde».
Qualcuno individua nel pacchetto lunghi un possibile punto debole della Pallacanestro Trieste. Cosa gli rispondete? Il gm Michael Arcieri e coach Jamion Christian hanno anticipato la risposta. «Abbiamo due centri di livello molto alto, Candussi è un ottimo tiratore, Vildera passa la palla molto bene e come ben pochi altri centri di A2 sanno fare. Inoltre disponiamo di un elemento come Reyes che è alto 193 cm ma in A1 è andato a marcare anche i “5”».
Tesi confermata da Candussi: «Ho visto Reyer contro Venezia mettere in difficoltà i lunghi orogranata con le sue caratteristiche atipiche. Ferrero può giocare da ala forte, lo può fare Deangeli, siamo una squadra difficile da scoutizzare. E in allenamento ogni giorno è una battaglia. Se sono abituato a confrontarmi in allenamento con uno tosto come Giovanni non mi spaventa la partita».
IL PUNTO Si è parlato in queste settimane dello spirito di gruppo che sta crescendo e delle novità apportate da coach Christian. Candussi e Vildera approfondiscono il concetto. «C’è una gran voglia di stare insieme tra noi giocatori, non ci sono protagonismi, certo non esiste la stagione perfetta nella quale non ci saranno mai confronti anche duri nello spogliatoio ma noi stiamo lavorando per costruire l’identità del gruppo».
La sconfitta contro Trapani in Supercoppa che scorie ha lasciato? «Ci è dispiaciuto perdere, ovviamente, e ha prodotto un paio di giorni di nervosismo ma ci ha indicato dove intervenire per migliorare».
Siete con Bossi i giocatori biancorossi con la maggiore esperienza di A2. Come la raccontate a chi tra voi, o lo stesso coach, non l’ha mai frequentata? «Ne parliamo, anche Michele e Ariel l’hanno conosciuta, anche Ferrero. Si tratta di un campionato logorante, l’inizio ci metterà subito nella condizione di dover affrontare quattro gare a distanza di pochi giorni. L’importante è rimanere uniti, non nascondere la polvere sotto il tappeto nè farci prendere dal panico quando subentreranno le difficoltà. Incontreremo avversari di tutti tipi, tra chi avrà la nostra levatura tecnica a chi cercherà di compensare il gap con l’agonismo. Fuori casa si può perdere con chiunque. Ci saranno partite sporche e succederà di vincere anche giocando male. Alla fine chi perderà meno punti per strada avrà comunque un vantaggio nei play-off. Ogni anno c’è una grande che delude e una sottovalutata che diventa la sorpresa, faremo in modo di non essere noi la big che stecca».
Ultima battuta sulle caratteristiche del coach. «Una persona attiva, positiva, ci mette alla prova sia dal punto di vista mentale che fisico». Christian sorride: «Siamo andati ben oltre il tempo prevista dall’allenamento ma lo hanno fatto. E ho detto loro: oggi vi ho sfidato. Ci vuole energia per andare in A1, dobbiamo portarla sempre dentro di noi».