Nido chiuso, l’attacco: «Non è certa nemmeno la riapertura del 16»
Dopo il consiglio comunale con la mozione dell'opposizione Uniti per Ostiglia sulla questione del nido che è partito in ritardo, arriva l'attacco dell'attivista Alessandro Incorvaia: «Serve una soluzione rapida con sgravio delle rette». Un concetto quello dello sgravio, sottolineato già da Uniti per Ostiglia, con la consigliera Antonella Bocchi che ha chiesto di «abbuonarle almeno fino a fine anno».
Nel frattempo i genitori hanno espresso il loro malessere al sindaco Valerio Primavori e alla giunta a margine del consiglio di giovedì sera, chiedendo di mettere in campo misure immediate per attivare il servizio il prima possibile.
Il nido “L'albero delle farafalle” dovrebbe infatti iniziare le sue attività il 16 ottobre, anziché a inizio settembre come previsto in precedenza. Lo slittamento in avanti è da imputare a ritardi per l'approntamento della sede provvisoria. La data di partenza del nido era stata spostata, a metà settembre, poi al 2 di ottobre e lunedì scorso i genitori hanno ricevuto comunicazione che non inizierà prima del 16.
La questione è nata in quanto la sede principale del nido in via Bonazzi deve subire un intervento di demolizione e nuova costruzione, finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per questo l’amministrazione aveva deciso di approntare una sede provvisoria, utilizzando una struttura privata in via Vamba. Ma su quella sede mancano alcuni approntamenti richiesti dagli enti competenti. Queste sistemazioni, per ulteriori disguidi stanno richiedendo più tempo del previsto.
«Dal consiglio comunale si è appreso che non è nemmeno sicura la riapertura del 16 ottobre. Una situazione assurda che ha messo in evidenza tante lacune da parte di questa amministrazione. Non è nemmeno sicura la riduzione delle rette per tutti i genitori che continuano a subire enormi disagi – attacca Incorvaia -. Valuteremo caso per caso. Questo ha dichiarato il sindaco, e ci chiediamo cosa significhi. Tutti i genitori stanno subendo questo disagio causato da chi ha ammesso che bisognava muoversi prima. Non regge l'alibi di scaricare la colpa sulla struttura tecnica del Comune. In questa situazione così delicata dov'era la parte politica? Non è concepibile chiudere il vecchio nido, rendendolo inagibile con lo smontaggio plafoniere e parti elettriche, senza essere sicuri di avere una sede provvisoria disponibile in breve tempo. Ribadisco il concetto che i genitori necessitano urgentemente di questo servizio e che questa giunta deve rimediare all’ennesima figuraccia facendo riaprire il nodo prima del 16 ottobre».