C’è il via libera dal Comitato etico: Anna può accedere alla morte volontaria assistita
TRIESTE. “Anna”, triestina affetta da sclerosi multipla, dopo undici mesi di attesa potrà accedere alla morte volontaria assistita. É la prima cittadina del Friuli Venezia Giulia, la quinta persona in Italia. «Sono contenta che la mia scelta potrà essere rispettata in Italia, con i miei cari vicini, è la conclusione di un percorso. Posso ora decidere serenamente sui prossimi passi» scrive la donna.
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Il comitato etico
Il Comitato etico - comunica l’associazione Luca Coscioni - preso atto del parere positivo della Commissione medica multidisciplinare nominata da Asugi e relativo alla «alla sussistenza dei requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito» come delineato dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale, ha infatti «ritenuto che il percorso metodologico adottato sia stato condotto nel rispetto della tutela dei diritti, della dignità e dei valori della persona e che la condizione di vulnerabilità della signora Anna sia stata ampiamente supportata dagli organi tecnici competenti».
L’Azienda sanitaria sarà ora tenuta a «individuare e fornire il farmaco letale e quanto di necessario all’autosomministrazione dello stesso», così che Anna possa porre fine alla propria esistenza, quando e se lo vorrà. L’associazione Coscioni «ritiene che la tutela della salute e della condizione di vulnerabilità di Anna debba ritenersi pienamente soddisfatta, laddove sia fornito il farmaco e garantita l'assistenza del personale sanitario».
La battaglia di Anna
Il 4 novembre 2022 Anna aveva fatto richiesta di accedere alla verifica delle sue condizioni per la morte assistita ai sensi della “sentenza Cappato”. In assenza di risposte, il 7 giugno la donna aveva dato mandato all’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale di Coscioni, di avviare procedure «contro le inadempienze dell’Azienda sanitaria». Il 6 luglio, il giudice Edoardo Sirza ha ordinato ad Asugi di accertare, entro 30 giorni, se nel caso di Anna ci fossero i requisiti descritti dalla “sentenza Cappato” e a pagare 500 euro per ogni giorno di ritardo; prescrizione cui l’asl ha risposto nominando la Commissione medica entro i limiti stabiliti. L’8 agosto Asugi ha dunque confermato che sussistono tutti i requisiti per accedere alla morte assistita, riconoscendo - per la prima volta in Italia - l’assistenza continua da parte di terzi di cui Anna necessita quale «trattamento di sostegno vitale». Il 26 settembre è infine arrivato il parere positivo del Nucleo Etico per la Pratica Clinica.
L’associazione
L’avvocata Gallo, difensore e coordinatrice del collegio legale di studio e di difesa che ha seguito Anna dichiara: «Questo parere risponde esattamente a quanto previsto dalla sentenza di incostituzionalità “Cappato” della Corte costituzionale e arriva a seguito di una battaglia legale lunga quasi un anno; il parere non solo conferma la correttezza delle verifiche effettuate dalla Commissione dall’azienda sanitaria su ordine del Tribunale di Trieste, ma ritiene anche che la tutela della salute e della condizione di vulnerabilità della persona debba ritenersi pienamente soddisfatta laddove, nel rispetto della volontà e delle preferenze di Anna, l’Asugi provveda non soltanto alla prescrizione e all’approvvigionamento del farmaco indicato dal Gruppo Tecnico Aziendale, ma anche metta a disposizione il setting assistenziale idoneo e proprio personale sanitario competente (per esempio, medico, infermiere, psicologo)».
Continua Marco Cappato, Tesoriere dell’associazione Coscioni per la libertà di ricerca scientifica: «Questo parere non solo è importante perché finalmente chiude il percorso individuato dalla Corte costituzionale definendolo positivamente rispetto alla richiesta di ‘Anna’ ma anche perché dichiara che la vulnerabilità di Anna sarà pienamente tutelata solo se l’azienda sanitaria si farà interamente carico anche delle cosiddette fasi esecutive e dunque della prescrizione, del reperimento del farmaco e dell’assistenza del personale medico nella fase di autosomministrazione. Insieme ai tempi certi, questo è esattamente quanto chiede la Proposta di Legge Regionale dell’associazione Coscioni». Proposta appena dichiarata ammissibile anche in Friuli Venezia Giulia e che entro otto mesi approderà in Commissione Sanità del Consiglio regionale.
I precedenti
Anna è la quinta persona in Italia ad aver chiesto e ottenuto l’accesso al suicidio medicalmente assisito. Prima di lei avevano ricevuto il via libera Federico Carboni (nelle Marche) e la signora Gloria (in Veneto), che in seguito hanno confermato la propria volontà ricorrendo alla tecnica. Mentre Stefano Gheller (in Veneto) e Antonio (sempre nelle Marche) dopo il “semaforo verde” da parte del Comitato etico sono ora liberi di scegliere il momento più opportuno per confermare le proprie volontà o eventualmente attendere o modificare le proprie intenzioni iniziali, come la signora Anna.