A Mestre uno studentato diffuso: primi trentacinque posti alle Tettoie
Entro metà ottobre, nelle casette note come Tettoie al quartiere Altobello, entreranno i primi 35 studenti universitari. Struttura di proprietà dell’Ater e gestita dall’Esu.
Ma è tutto l’asse di via Torino a scoprire una nuova vocazione, quella dello studentato diffuso che, con l’inizio di questo anno universitario, potrà contare su 774 nuovi posti letto per universitari di cui 410 gestiti direttamente dall’Esu. Destinati soprattutto, anche se non esclusivamente, agli oltre 2.500 studenti che frequentano il polo scientifico di Ca’ Foscari in via Torino.
Le Tettoie di Altobello
Casette su due piani, chiuse da anni, che l’Ater non è mai riuscito a vendere per i prezzi troppo alti. E che ora vengono finalmente utilizzate, riqualificando l’area, grazie all’accordo siglato con Esu, e grazie a una modifica della destinazione d’uso, avallata dal Comune: da edilizia convenzionata per la vendita a edilizia convenzionata per l’affitto. In questo caso rivolta agli studenti.
Undici appartamenti per 35 posti. I prezzi Esu per gli studenti con i requisiti sono: 146 euro per la stanza doppia e 255 per la singola (idonei beneficiari della borsa di studio); 306 per la singola e 415 per la doppia (idonei ma non beneficiari).
«Comprensivo dei servizi e delle utenze», dice il presidente di Esu, Piergiovanni Sorato, che giovedì 28 settembre ha presentato il progetto delle Tettoie insieme al direttore generale dell’ente, Stefano Ferrarese, al presidente di Ater, Fabio Nordio, e al vicesindaco, Andrea Tomaello.
Gli studenti entreranno nell’arco di due settimane.
Aule studio e sicurezza
Le tettoie erano state pensate come case con bottega, e al piano terra i quattro spazi un tempo destinati ai negozi diventeranno aule studio, spazi per associazioni che si occupano di mobilità. L’Esu sta pensando anche a dotare gli studenti di biciclette. In futuro forse ci sarà anche una lavanderia.
C’è un altro edificio, un’altra parte delle Tettoie con 7 ulteriori appartamenti per una ventina di posti che l’Ater ha ora intenzione di sistemare per affidarlo sempre ad Esu.
Previsto anche un servizio di vigilanza privata armata con un’app che permetterà agli studenti di inviare un messaggio di allarme e di essere subito geo-localizzati in caso di pericolo.
Le altre residenze
Non solo tettoie. Tra metà ottobre e inizio novembre saranno aperti agli universitari anche lo studentato del campus scientifico di via Torino (142 posti, la struttura sarà gestita direttamente dall’Esu) e l’edificio alle spalle dell’Hybrid Tower chiamato Oasi (30 posti, gestiti dall’Esu).
A queste strutture bisogna aggiungere il campus X di via Ca’ Marcello che ha preso il posto del precedente ostello. I posti per gli studenti sono 564, di cui 200 affidati all’Esu. Per un totale di 774 posti letto.
Nel lungo periodo inoltre potrebbero esserci anche altri interventi. Come il progetto Esu all’ex hotel Adriatic di via Fratelli Bandiera a Marghera, progetto per 87 posti letto finito nel congelatore per l’aumento dei costi.
«Intanto lo butteremo giù per evitare che diventi uno stabile occupato», dice il presidente Sorato, «e ci faremo un’area verde».
Il passo successivo sarà trovare le risorse necessarie : attraverso fondi pubblici o un accordo di partenariato tra pubblico e privati.
C’è poi la doppia torre da 80 metri alla stazione di Mestre, lato Marghera, del progetto Salini. Inizialmente era previsto un albergo, ma è più di un’ipotesi la trasformazione in uno studentato privato da oltre 700 posti.
I progetti a Venezia
Nella città insulare oggi si contano 1247 posti (di cui 593 Esu) tra San Giobbe, Ragusei, Santa Marta e le strutture più piccole. L’obiettivo è di arrivare nel 2026 a 1808 posti letto prevedendo l’apertura delle residenze ex Junghans (240 posti) e Ian Palach (50 posti) alla Giudecca, la residenza all’ex caserma Pepe del Lido (202 posti) e Santa Maria Ausiliatrice (62 posti). — ©