Licenze stagionali in cambio dei Gps, nuova strategia contro il moto ondoso a Venezia
Licenze stagionali, quando il lavoro e i turisti aumentano. In cambio di rigidi controlli e del via libera al sistema Gps. È l’ipotesi che si sta facendo strada nell’amministrazione comunale, dopo le proteste contro il moto ondoso e quelle dell’altra mattina davanti a Ca’ Farsetti, dei sostituti motoscafisti che chiedono altre licenze.
L’ostacolo maggiore sembra la non disponibilità della categoria all’introduzione del Gps, il controllo satellitare di posizione e velocità. Contro l’introduzione dell’obbligo del Gps le cooperative dei motoscafisti avevano presentato un ricorso al Tar, vinto.
«Ma tutti ce l’hanno a bordo», ha detto l’altro giorno un operatore, «solo che serve per controllare noi sostituti e non viene reso disponibile».
Come disciplinare il traffico
Invece il Gps potrebbe rappresentare un sistema virtuoso per disciplinare il traffico acqueo, giunto in questi mesi a livelli di insostenibilità.
«Non è difficile», suggerisce un motoscafista, «basterebbe premiare chi lo usa, invece di punire chi non ce l’ha».
In concreto, se un taxi non ha a bordo il sistema Gps non potrà avere accesso ai luoghi più trafficati della laguna, in particolare ai rii intasati come il rio di Noale, il Rio Nuovo, Santa Giustina, la Ferrovia. Una trattativa che adesso potrebbe partire. Non sembra possibile infatti la concessione di ulteriori autorizzazioni a circolare per i mezzi taxi e del noleggio, vista la situazione attuale di ingorgo quotidiano.
Giovedì 28 settembre mattina alla Ferrovia quasi la paralisi, con manovre pericolose dei motoscafi tra i pontili e rischi di incidenti e collisioni. Protestano i piloti Actv. «In certe ore», dicono, «non ci sono le condizioni di sicurezza per trasportare i passeggeri».
Scarsi controlli
Scarsi controlli e un’anarchia diffusa, soprattutto nelle tratte più frequentate dai turisti. Ferrovia, Rialto, canali che mettono in comunicazione il Canal Grande con la laguna Nord e l’aeroporto. Gli unici divieti, ridicoli, riguardano le barche dei residenti, che non possono transitare prima di mezzogiorno sotto il ponte di Rialto o della Ferrovia ma rappresentano il 4 per cento del totale, peraltro con dimensioni ridotte. Il problema sono i taxi, i noleggi, le barche da trasporto, gli stessi vaporetti e motoscafi strapieni.
Le licenze
Le licenze taxi oggi sono 250, a cui vanno aggiunte 60 del noleggio. Valgono ognuna oltre mezzo milione di euro. Poi ci sono i motoscafi delle vetrerie, quelli con targa regionale, P e Lv, gli “abusivi”.
Il caos è ogni giorno più evidente. E con il sistema dei sostituti, molte barche viaggiano 24 ore su 24. Un piano del Traffico che manca da decenni e una sistemazione razionale dei trasporti è la richiesta non più rinviabile che viene dalla città. E per autorizzare nuove licenze occorre prima disciplinare quelle esistenti. Si può fare, secondo i tecnici e gli esperti, solo con l’introduzione del Gps.