L’oratorio di Santa Maria del Rovere diventa una sede del Canova: a Ca’ del Galletto cantiere nel 2024
Entro novembre l’aggiudicazione dei lavori per la nuova succursale del Canova a Ca’ del Galletto, poi nella primavera 2024 il cantiere. Così, per 220 studenti del liceo classico, in via provvisoria per due anni, nuova sede staccata è diventato l’oratorio di Santa Maria del Rovere, trasformato in sede scolastica dopo tre mesi di lavori a cura della Provincia. Ieri la cerimonia per un nuovo inizio, in attesa della festa più importante prevista fra due anni: l’apertura della nuova sede periferica a Santa Bona, resa possibile da un finanziamento Pnrr da oltre 7 milioni di euro.
La storia
Davanti all’oratorio Don Bosco, si riuniscono autorità (il sindaco Mario Conte, il presidente della Provincia Stefano Marcon, il provveditore Barbara Sardella), docenti, alunni.
Come evidenzia Antonella Picco, vicepresidente associazione Ex Allievi del Canova: «L’oratorio di Santa Maria del Rovere diventò succursale provvisoria del Canova già negli Anni ’80. Ci restammo per un anno, perché dovevano restaurare la sede centrale in Città Giardino: l’emozione di rientrare nella vecchia sede fu poi bellissima».
Il parroco don Adelino Bortoluzzi si spinge più indietro nel tempo: «Cinquanta anni fa l’oratorio nacque come “casa-scuola”, è un ritorno alla vocazione originaria».
Il restyling dell’edificio, includendo le spese d’affitto, è costato alla Provincia 170 mila euro: dai serramenti a risparmio energetico alla nuova illuminazione a led, dalla tinteggiatura generale all’adeguamento all’impianto elettrico, dai controsoffitti alle ringhiere.
Il progetto nei dettagli
A Ca’ del Galletto l’attuale succursale – datata 1959 – sarà demolita, realizzando ex novo un edificio di tre piani, di cui uno interrato che ospiterà la palestra. L’opera costerà in totale 8.647.398 euro, di cui 7.664.377 da Pnrr e 216.583 con fondi della Provincia.
Il nuovo edificio godrà di classe energetica A4, con consumo energetico quasi azzerato: la copertura sarà dotata di impianto fotovoltaico, in grado di garantire l’autonomia energetica alla scuola (con pompa per riscaldamento-raffrescamento). Ma sarà pure un plesso all’avanguardia sul piano tecnologico: si utilizzerà un sistema domotico, capace di garantire l’ottimizzazione dei consumi.
Il ruolo della Provincia
«La Provincia ha capito l’importanza di investire nell’edilizia scolastica, con un impegno complessivo in tutto il territorio, con finanziamenti Pnrr e non, da 100 milioni di euro. Con i lavori all’oratorio di Santa Maria del Rovere, abbiamo assicurato un momento di transizione felice», commenta Stefano Marcon, numero uno del Sant’Artemio, ricordando, ad esempio, l’ampliamento del liceo artistico di Treviso nell’edificio Ex Poste.
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Sulla stessa lunghezza d’onda, il sindaco Conte: «Abbiamo impegnato oltre 20 milioni nelle strutture scolastiche».
Ospiti dell’oratorio sono nove classi fra classico e linguistico (escluse prime e quinte; le altre 41 classi del liceo sono a Città Giardino): gli studenti illustrano le particolarità degli indirizzi, evidenziando l’insegnamento del cinese, da oltre 10 anni nel programma didattico del Canova. Senza scordare che, dall’anno scorso, in orario extrascolastico, è stato introdotto il percorso “curvatura biomedica”, dedicato agli alunni che, in prospettiva, vorrebbero specializzarsi nelle professioni sanitarie.
«Voi siete il nostro futuro», si rivolge ai ragazzi la preside Mariarita Ventura, «il domani è percepito oggi con incertezza, l’intelligenza artificiale cambierà molte cose, ma dovete vivere la scuola come un investimento su voi stessi. Sarete chiamati a realizzare una società armoniosa, aperta, solidale».