Le Giornate del muto: riflettori puntati sui fuoriclasse Chaplin e Keaton
Su il sipario il 7 ottobre con la storia della rischiosa spedizione in mare di un mercantile e la ribellione dei suoi marinai, La Divine croisière (La crociera divina, 1929), del regista francese Julien Duvivie, film ricostruito dalla Lobster Films di Parigi, accompagnato dalla partitura di Antonio Coppola eseguita dall'Octuor de France. Chiusura il14 ottobre (in replica il 15) con i due fuoriclasse della comicità muta Charles Chaplin e Buster Keaton.
Del primo si vedrà in prima mondiale The Pilgrim (Il pellegrino), del 1923, nel nuovo restauro commissionato dal Chaplin Office.
La partitura dello stesso Chaplin, arrangiata da Timothy Brock, sarà eseguita dall'Orchestra da Camera di Pordenone diretta da Ben Palmer.
E poi un altro capolavoro, Sherlock Jr. (Calma, signori miei), la summa del cinema di Keaton, mai presentato a Pordenone, dove arriva nel nuovo restauro Lobster e la partitura di Daan van den Hurk, anch’essa eseguita dall'Orchestra da Camera di Pordenone.
Con questi eventi speciali si aprirà e si chiuderà la 42esima edizione delle Giornate del cinema muto - presentata ieri nel Teatro Verdi di Pordenone , che accoglierà tutte le proiezioni – festival che internazionale lo è davvero, come ha sottolineato il vice presidente delle Giornate Piero Colussi, con i suoi mille accreditati da 34 Paesi (nel 2022) , i suoi direttori artistici anglosassoni, con le loro conoscenze e contatti necessari in tutto il mondo.
Una manifestazione che ha contribuito a riscrivere la storia del cinema («tanti film si sono potuti vedere solo qui per la prima volta»), ma che ha una struttura fragile, «le cui disponibilità economiche si sono assottigliate negli anni» e che «ha bisogno di rispetto e di essere sostenuta per un suo vero rilancio».
Un appello rivolto a istituzioni (soprattutto) e sponsor, prima dell’illustrazione del ricchissimo programma da parte del direttore artistico Jay Weissberg .
Per sommi capi, fra le retrospettive ci sarà ancora la Ruritania, dedicata alle storie di reali di immaginari regni balcanici che alimentavano la fantasia delle platee internazionali; molto cinema d’evasione e d’avventura; la riscoperta di “Harry Piel, Lo spericolato regista”, il Douglas Fairbanks tedesco le cui opere stimolavano l'immaginazione degli spettatori, con inseguimenti spettacolari, esplosioni, crolli; lo slapstick europeo e quello americano a confronto; cinque film di Harry Carey (1878-1947) che per John Ford, fu “la stella splendente del primo firmamento western”; un omaggio all'artista e designer tessile Sonia Delaunay, a cui l’anno prossimo sarà dedicata una mostra a New York, con film e corti che testimoniano il clima dell'avanguardia artistica della Parigi degli anni Venti.
Spazio anche per lo sport e, fra le curiosità, un filmato sulla squadra del Genoa, la più antica società calcistica italiana, in tournée in Argentina e Uruguay nel 1923. Per la tradizionale pre-apertura a Sacile, il 6 ottobre, nel Teatro Zancanaro, la Zerorchestra accompagnerà la commedia americana Poker Faces (1926) di Harry A. Pollard,
Fra gli interventi quello del vicepresidente della Regione Mario Anzil, dell'assessore all'ambiente del Comune di Pordenone Mattia Tirelli, dell'assessore alla cultura del Comune di Sacile Ruggero Spagnol, del presidente del Teatro Verdi Giovanni Lessio e del presidente di Cinemazero Marco Fortunato.