Mio figlio è positivo al Covid, può andare a scuola? Sì, ecco tutte le regole in vigore
UDINE. Gli studenti e gli insegnanti positivi al coronavirus, se sono asintomatici, possono entrare in classe ma con la mascherina Ffp2. Archiviato lo stato di emergenza, nelle scuole questa è l’unica misura applicabile, rimasta in vigore dopo la pandemia, anche perché la nuova circolare ministeriale non ci sarà. Nonostante il virus continui a colpire, il ministro non imporrà alcun paletto e i presidi dovranno continuare ad applicare le norme scritte lo scorso agosto.
Cosa dicono le circolari interne
A questo punto decadono anche le circolari interne che diversi dirigenti scolastici, in funzione dell’autonomia scolastica, avevano già predisposto. Tra questi il preside del liceo classico Stellini, Luca Gervasutti: «Ci atteniamo alle regole, la mia circolare resterà nel cassetto» spiega il dirigente auspicando che la situazione non degeneri. L’unica circolare diramata in questi ultimi giorni è quella delle vaccinazioni anti Covid: la campagna partirà a metà ottobre e, in prima battuta, coinvolgerà i fragili, ovvero le persone colpite da altre patologie. Ma andiamo con ordine.
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Covid a scuola
Le assenze per Covid non mancano ma il numero, secondo il ministero della Salute, non sono tali da richiedere misure restrittive. Questa decisione archivia anche le indicazioni di buonsenso applicate finora nelle scuole. Non è da meno la scelta di indirizzare i genitori dei ragazzi positivi al virus ai medici dei medicina generale visto che, ora, i camici bianchi sui certificati devono scrivere «sindrome influenzale». Sono obbligati a farlo anche perché i test fai da te non hanno lo stesso valore dei tamponi eseguiti in farmacia o in ospedale.
«Il virus ha ripreso a circolare e il rischio che ci sia una ripresa c’è» conferma il segretario regionale della Fimmg, Fernando Agrusti. Come già detto, il tutto viene ricondotto nei sintomi influenzali. Non va dimenticato, però, che la circore dello scorso agosto, l’unica in vigore, raccomanda, anche in presenza di sintomi influenzali acccertati, di «osservare le medesime precauzioni valide per prevenire la trasmissione della gran parte delle infezioni respiratorie». In presenza di sintomi consiglia, infatti, di rimanere a casa, di lavarsi spesso le mani e di evitare gli ambienti affollati e contatti con le persone fragili, vale a dire anziani e affetti da altre patologie croniche.
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Il vaccino
Entro metà ottobre partirà la nuova campagna di vaccinazione contro il Covid. Consigliata soprattutto ai pazienti fragili, la vaccinazione può essere somministrata a 120 giorni dall’ultima dose ricevuta o dalla guarigione dell’infezione. Il richiamo ha una valenza di 12 mesi e a richiesta, previa disponibilità di dosi, la vaccinazione può essere resa disponibile anche a chi non rientra nell’elenco dei fragili. La vaccinazione anti Covid a dose unica, può essere somministrata con altri vaccini, tra cui l’antinfluenzale. Lo scrive il direttore generale del ministero della Salute, Francesco Vaia, nella circolare appena resa pubblica e lo ribadiscono le stesse Regioni.