L’assessore Lodi: «La delega in più allo Sport non pesa: pronta a collaborare con federazioni e società»
TRIESTE Dopo l’acquisizione delle deleghe agli eventi sportivi, l’assessore Elisa Lodi diventa il caposaldo della squadra del sindaco Roberto Dipiazza. Una responsabilità importante per chi è anche due volte mamma, nonché libera professionista.
Come riuscirà a gestire il tutto?
«Credo che il lavoro e la crescita professionale di una donna debbano conciliarsi con la maternità a cui le donne non devono più essere costrette a rinunciare e il fatto che tante di loro siano impegnate in politica ne è la prova. Questi due ambiti si conciliano grazie anche al supporto della mia famiglia. Non è un peso fare ciò che mi piace: la mia professione è il mio lavoro, la politica è un servizio alla nostra città che mi inorgoglisce».
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Quali saranno le sue priorità di intervento fra tutti gli incarichi?
«Tutte le deleghe che mi sono state conferite, delle quali ringrazio il sindaco, hanno pari importanza. Finora mi sono dedicata alle grandi opere: da quelle in Porto Vecchio, ai cantieri complicati come la galleria di Piazza Foraggi. Continuerò a seguire il piano dell’edilizia scolastica da oltre 30 milioni, che garantirà scuole più sicure, poi la partita decisiva dei fondi Pnrr, la promozione dei nostri immobili con la nuova piattaforma e la manutenzione degli impianti sportivi grazie anche al resto della giunta e all’ottima preparazione degli uffici tecnici».
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Come si promuove lo sport in una città come Trieste ai vertici per attività praticate?
«Ho già preso contatti con la dirigente di riferimento e con i funzionari per fare immediatamente il punto della situazione, perché l’obiettivo deve essere senza dubbio quello di far rimanere Trieste sul podio delle città sportive italiane. Lo sport viene praticato molto a tutti i livelli e una buona collaborazione tra il Comune, le federazioni e le società ci permetterà di mantenere alto questo standard».
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C’è però il problema delle infrastrutture per gli sport al chiuso.
«La particolarità delle strutture sportive triestine sta nel fatto che la maggioranza delle palestre si trova all’interno di scuole che hanno necessità di manutenzione e, per loro conformazione, non posso rispettare i requisiti normativi attuali. Il Comune ne ha in gestione oltre 50, daremo una risposta a queste criticità intanto con la polisportiva di San Giovanni, la cui gara per i lavori da oltre 4 milioni partirà entro ottobre dopo aver dovuto rivedere il progetto a causa dell’incremento dei prezzi. I lavori alla palestra della scuola “Caprin” partiranno a metà novembre, mentre è in fase avanzata la progettazione del nuovo impianto di via Frausin. In Porto Vecchio, infine, riusciremo a realizzare il primo impianto sportivo outdoor».
Un’altra criticità riguarda la palestra “Cobolli” di via della Valle.
«Qui i lavori partiranno ad ottobre e, una volta terminati, verranno riassegnati gli spazi a chi usufruisce dell’impianto».
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Qual è la situazione del tram di Opicina?
«Si tratta di un cantiere complicato. Non mi sono mai nascosta dietro le difficoltà, mettendoci la faccia, e continuerò a farlo. Ansfisia sta facendo i sopralluoghi da aprile e confido che li possa completare quanto prima per poter procedere con la sua ripartenza».
Capitolo Grezar: il sindaco ha accennato all’ipotesi di una sua ristrutturazione per disputarvi gli eventuali play-off della Triestina. Intanto la pista di atletica deve essere rifatta perché a novembre scade l’omologazione...
«Ogni valutazione in tal senso la condivideremo prima con la Triestina Calcio. Per quanto riguarda la pista di atletica abbiamo conferito l’incarico per la sua progettazione e riqualificazione in modo da cantierarla per il prossimo anno. Non vi è alcuna incompatibilità tra i due interventi».
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