Primi scorci di Rubens a Mantova: La “Cacciata di Lucifero e degli angeli caduti” fa trattenere il fiato
In un silenzio religioso nella sala dei Cavalli di palazzo Te è stata aperta la cassa contenente “San Michele espelle Lucifero e gli angeli ribelli” il grande olio su tela di Pieter Paul Rubens, datato 1622, arrivato da Madrid, dalle collezioni del Museo Nacional Thyssen-Bornemisza. Una delle opere più importanti della mostra “Rubens! La nascita di una pittura europea” tanto da essere l’immagine di copertina della rassegna che si terrà dal 7 ottobre al 18 febbraio in contemporanea alla villa giuliesca e al Ducale.
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«Il tema dell’opera ha una delle sue migliori fonti letterarie nell’Apocalisse – ha spiegato la curatrice Raffaella Morselli – Il tema della lotta tra il bene e il male, esemplificato nelle figure di San Michele e Lucifero, fu utilizzato durante la Controriforma, quando la Chiesa cattolica ricorse a questo episodio per illustrare il suo trionfo sui protestanti. L’opera sarà collocata nella sala delle Aquile, in dialogo con la caduta di Fetonte raffigurata da Giulio Romano».
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Ad accogliere li dipinto c’erano lo staff della Fondazione Te, con il presidente Enrico Voceri e il direttore Stefano Baia Curioni, il sindaco Palazzi. Il dipinto è stato accompagnato dalla funzionaria del museo spagnolo Purification Ripio.
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Ad aprire il percorso espositivo sarà la riproduzione contemporanea di Factum Arte dell’opera che Rubens realizzò per la chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma, ma dove non venne mai collocata. «Oggi, dopo essere passata per Anversa e Parigi si trova al museo di Grenoble, da cui non può più uscire per le grandi dimensioni, oltre 5 metri – ha riferito Morselli – Trattandosi di un lavoro significativo e legato a Mantova, abbiamo pensato a questa soluzione contemporanea, una sorta di installazione che invita alla visita. Rubens la propose a Vincenzo Gonzaga per la Galleria della Mostra, come testimonia una lettera. Non sappiamo però la risposta e comunque a Mantova non arrivò mai».
Fervono i lavori al Te per il nuovo allestimento, a una settimana dalla vernice, tra lo stupore dei visitatori che si aggirano tra le casse in attesa di essere collocate nella sala più grande, quella dei Cavalli.
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«Il San Michele di Rubens, armato di folgore, occupa il centro della tela e cattura l’attenzione per l’azione che sta per compiere – ha osservato ancora Morselli – La posizione del corpo, il drappo rosso che lo avvolge, lo sguardo, l’ala spiegata e la posizione della mano danno movimento e dinamismo al combattimento. Sotto di lui c’è un demone che sta per essere sconfitto e che viene identificato con Lucifero per la torcia e il serpente arrotolato attorno a un braccio».
La mostra, articolata in dodici sezioni che seguono il percorso di visita di palazzo Te, ha l’obiettivo di creare una rispondenza tra le opere mobili e i motivi decorativi e iconografici del palazzo. Un percorso paradigmatico che dimostra quanto le suggestioni rinascimentali elaborate da Rubens durante gli anni mantovani e italiani siano proseguite ed evolute sulla sua pittura della maturità, fino all’eredità intellettuale e artistica lasciata agli allievi. Info: www.palazzote.it.