“Opera in tre Atti” – di Nico Raffi
Lento
La Salernitana è stata per larghi tratti della gara una sorta di pugile alle corde, in attesa di subire l’uppercut in grado di stenderlo definitivamente al tappeto. La squadra di Paulo Sousa ha barcollato goffamente per almeno 80 minuti riuscendo, non si sa bene come, a restare in piedi fino alla fine. I vari Baldanzi, Cancellieri, Shpendi, Fazzini e Maleh, hanno collezionato una serie infinita di occasioni senza riuscire a sferrare il knock-out finale capace di archiviare anzitempo la pratica e regalare agli azzurri un finale di partita sereno e senza patemi. Niente di tutto questo. Nel finale ci sono voluti un paio di efficaci interventi di Berisha per evitare uno dei pareggi più immeritati visti su un rettangolo di gioco. Senza contare, al tramonto del match, il beffardo diagonale di Jovane Cabral, uno dei pochi ispirati tra i campani, che ha fatto tremare il Castellani colpendo la base del palo alla sinistra del portiere azzurro. L’Empoli ha dimostrato un’enorme crescita sul piano della brillantezza e dell’intensità di gioco ma tutte le occasioni sperperate a un passo da Ochoa hanno rischiato di vanificare l’ottima prova degli azzurri. Imprecisione sotto porta e carenza di cattiveria che hanno rischiato di far pagare un prezzo altissimo a capitan Luperto e compagni.
Andante (con brio)
Per la seconda volta consecutiva mister Andreazzoli si è affidato alla linea verde sul fronte offensivo. Un tridente composto di tecnica, freschezza e imprevedibilità in grado di togliere qualsiasi punto di riferimento agli avversari. Cancellieri, Baldanzi e Shpendi fanno 61 anni in tre. Si tratta del reparto avanzato più giovane del campionato che dimostra come l’Empoli continui a puntare sui ragazzi di talento per costruire il futuro e garantirsi continuità e programmazione. Se il golden boy di Castelfiorentino ha avuto il merito di sbloccare il risultato con la Salernitana e, in senso più ampio, di dare finalmente il via al campionato degli azzurri, Matteo Cancellieri è stato l’elemento che ha sparigliato le carte. L’ex laziale ha dimostrato che, acquistando fiducia e calandosi a pieno nel contesto azzurro, può rappresentare un potenziale crack per il campionato dell’Empoli. La stoffa cè, la qualità anche. Quando ci sarà quel pizzico di convinzione e di continuità in più, ne vedremo delle belle.
Allegro
Ci sono partite in cui si è chiamati alla prestazione, altre in cui conta solo il risultato. Empoli-Salernitana, senza mezzi termini, era una di quelle partite che non si potevano sbagliare. Non tanto perché c’era bisogno dei tre punti come il pane, ma perchè c’era l’assoluta necessità di ritrovare fiducia. I ragazzi di Andreazzoli non dovevano lanciare tanto un segnale al campionato quanto, soprattutto, a loro stessi. Dimostrare che il pessimo avvio di stagione non ha intaccato la spensieratezza e la voglia di stupire di una squadra giovane ma consapevole di possedere dei valori. Se questi saranno sufficienti per “fare la storia” lo dirà solo il tempo. Per ora basti aver ritrovato una certa solidità difensiva, un centrocampo versatile e incisivo – leggi alla voce Ranocchia contro l’Inter e Maleh contro la Salernitana – e un modulo tattico di base su cui insistere. I tre punti ottenuti contro i campani non hanno risolto tutti i problemi ma hanno dimostrato che l’Empoli se non altro è vivo, Non è poi così poco di questi tempi.
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