Udine, in via Zanon ha chiuso anche l’edicola: nel mercatino restano cinque chioschi
Il mercatino di via Zanon perde un’altra attività. Dopo il chiosco di salumi e formaggi (smantellato a febbraio), ha chiuso nelle scorse settimane anche l’edicola gestita da Manuela Capilli. La struttura alla quale per anni si sono rivolti migliaia di udinesi per acquistare quotidiani e riviste sarà demolita nelle prossime settimane.
«Abbiamo provato a cercare qualcuno che subentrasse alla nostra gestione», spiega Capilli, che con il marito reggeva le sorti della rivendita dal 2012. «Purtroppo nessuno si è fatto avanti e così, dopo aver sospeso l’attività a luglio, ci vediamo ora costretti a chiuderla definitivamente per ragioni personali», aggiunge la commerciante. La coppia aveva rilevato l’edicola nel 2012, subentrando alla storica titolare Rina Sperandio, che per decenni aveva gestito il chiosco all’angolo con via Poscolle. «Certamente dispiace, ci mancherà il contatto con il pubblico e quella sorta di routine che avevamo ormai da undici anni», aggiunge Capilli.
Scendono così da sette a cinque, nel giro di pochi mesi, i banchi del mercato di via Zanon, per il quale la precedente amministrazione comunale aveva avviato un ampio progetto di riqualificazione che al momento, come spiega il vicesindaco con delega alle Attività produttive, Alessandro Venanzi, «è privo della copertura economica» e per questo non risulta inserito neppure nel piano triennale delle opere pubbliche.
Un’incognita a cui se ne affianca una seconda, che non fa dormire sonni tranquilli ai commercianti: le concessioni per l’attività mercatale sono in scadenza il prossimo 31 dicembre. Con la normativa che appare in evoluzione, gli uffici comunali preposti attendono di sapere come muoversi prima di pubblicare un nuovo bando, «ai quali l’area, essendo pubblica, è soggetta», rammenta Venanzi.
«Al momento non abbiamo notizie, dal Comune nessuno si è fatto sentire per rassicurarci sul nostro destino», spiega Bartolomeo Costanzo, che oltre a gestire uno dei chioschi (una rivendita di calzature, con le tipiche scarpets friulane in prima fila) fa un po’ da portavoce del malcontento dei colleghi. «Non sappiamo nulla dell’iter del progetto di riqualificazione, nulla del rinnovo delle concessioni, nulla rispetto alla volontà dell’amministrazione di individuare eventualmente una soluzione ponte durante i lavori». Che, tuttavia, appaiono destinati a slittare di parecchi mesi, almeno fintantoché il Comune non individuerà il canale giusto per recuperare le risorse economiche necessarie (oltre 1,2 milioni di euro) ad avviare il cantiere.
Come rileva Costanzo, «l’amministrazione di centrodestra ci aveva prospettato tre possibili soluzioni tampone per consentire ai titolari dei chioschi di continuare a lavorare durante le operazioni di riqualificazione: tra le ipotesi piazza Libertà, piazza XX Settembre e piazza Primo Maggio. Siamo preoccupati perché nessuno ha ritenuto di confrontarsi con noi, che abbiamo investito nelle strutture e che da anni le gestiamo». Infine un appello alle forze dell’ordine, «affinché vigilino sulla sosta selvaggia di moto e motorini nelle vicinanze dei chioschi».