Cade da una scala, muore dopo tre mesi “Zio Luciano”: era il re del liscio in tv
È mancato improvvisamente 27 settembre notte all’ospedale di Castelfranco Veneto Luciano Ruffato, conosciuto nell’ambiente della musica e delle orchestre come “Zio Luciano”.
Infatti con quel soprannome Ruffato conduceva insieme al socio Alberto Volpin su una tivù locale, Telechiara, il programma “W la Musica”, seguitissimo dagli appassionati del liscio. Non è escluso che la morte sia una delle conseguenze di un infortunio domestico patito da Ruffato l’11 giugno scorso.
Quel giorno Ruffato, che aveva 70 anni, stava potando alcuni alberi nella sua proprietà di via San Marco a Camposampiero quando è scivolato da una scala a libro ed è caduto a terra. Forse aveva perso l’equilibrio o si era sbilanciato. Purtroppo aveva battuto la testa al suolo e dal colpo era rimasto tramortito, ma sembrava che si riprendesse. Non è stato così.
«Le cose si sono invece complicate», spiega il figlio Stefano, «ha cominciato a sentirsi male e lo abbiamo portato all’ospedale di Camposampiero».
Nel nosocomio Camposampierese Ruffato è stato sottoposto a numerosi esami. Ma aveva bisogno di un periodo di riabilitazione. Dal “Pietro Cosma” Ruffato si è poi trasferito all’ospedale di Castelfranco Veneto in lungodegenza per seguire un percorso riabilitativo.
«Tutto procedeva bene», continua il figlio, «ieri notte purtroppo nel sonno ci ha lasciati. Forse la sua situazione si era compromessa dopo due setticemie che gli avrebbero portato degli scompensi indebolendo il fisico. Eppure dalle setticemie era guarito e stava bene. Ma con queste problematiche non si sa mai. Forse pativa uno stress fisico, fatto sta che non ce l’ha fatta. Unica consolazione è che è successo mentre dormiva e non ha sofferto».
Luciano Ruffato era molto amato dagli appassionati di musica da ballo e delle orchestre. Grazie alla televisione era entrato nelle case diventando uno di famiglia tanto che i telespettatori gli avevano dato il soprannome.
Svolgeva anche l’attività di manager per molte orchestre, per le quali programmava le serate nelle balere, nelle sagre paesane o nei locali. Era riconoscibilissimo perché girava con una Smart personalizzata.
«Papà amava la musica, la compagnia e la buona tavola», lo ricorda il figlio Stefano, che non si dà pace per l’accaduto. Ruffato lascia la moglie Ivana, l’unico figlio Stefano, il fratello Ugo con la moglie Anita, il nipote Riccardo con Martina, la nipotina, il cognato Orlando con Mirella e tantissimi amici. Il funerale viene celebrato nella chiesa di San Marco sabato 30 settembre alle 15.30, venerdì 29 settembre alle 20 in chiesa la recita del rosario. —