A Staulin di Cortina si raccoglie il grano: «È un sogno che si realizza»
A Cortina, dopo oltre 50 anni, si torna a mietere il grano. E questa volta in modo meccanico. Grazie alla determinazione e passione di Alessandro Bettio, titolare dell’omonima azienda agricola situata nella frazione di Staulin, a 1.350 metri di altitudine sulla strada che va verso il passo Tre Croci. Un’azienda che conduce da solo. A queste quote, infatti, ormai si è persa l’abitudine a seminare il frumento, che è stato soppiantato invece dalla segale.
Chi è l’agricoltore
Bettio, 52 anni, dopo un’esperienza come panettiere, da più di venti fa l’agricoltore. Sono diversi gli appezzamenti di terreno che coltiva nella frazione e dove gestisce anche nove cavalli.
Un lavoro che lo appassiona, che lo gratifica e gli dà felicità. Come grande gioia gli ha dato la possibilità di raccogliere il grano per la prima volta. Un risultato arrivato dopo anni di prove e di esperimenti falliti.
«La mia passione è sempre stata quella di coltivare il frumento», ci racconta raggiante per l’ottimo obiettivo raggiunto, ma non nasconde le difficoltà dell’impresa. «Ho provato per almeno sei anni a seminarlo e poi raccoglierlo, ma tutte le prove si erano rivelate vane. Il grano non riusciva a crescere, a maturare. E così dopo aver provato su vari appezzamenti di terreno, quest’anno ho deciso di utilizzare quest’area che si estende su un ettaro. E i risultati sono arrivati. Devo ammettere che ho seguito giorno dopo giorno l’evoluzione delle spighe, fremendo dalla voglia di poter realizzare il mio sogno e temendo per una incursione di cervi e caprioli. Per questo ho anche alzato una recinzione per tenere lontano gli animali selvatici. Ma per fortuna non si sono fatti vivi e così le mie piante hanno potuto crescere senza problemi».
La sua impresa e il clima
Bettio evidenzia che se questa sua impresa ha avuto esito positivo è anche perché «il clima è cambiato negli ultimi anni per cui anche a queste latitudini le temperature permettono di mettere a terra anche questi semi».
Poi un paio di giorni fa, dopo che il grano è diventato maturo, Bettio ha proceduto alla mietitura. «Per l’occasione mi sono comprato una mietitrebbia piccolina, che possa muoversi agevolmente su terreni impervi di montagna. Anzi, se devo dirla tutta, prima ho comprato la trebbia e poi ho piantato il frumento».
Il raccolto è stato fruttuoso: un quintale e duecento chili di grano ora sono in bella mostra nei terreni dell’azienda agricola, stesi al sole.
«Adesso il raccolto dovrà essere asciugato dall’umidità e ci vorrà circa una decina di giorni, poi dovranno essere puliti i chicco separandoli dalla pula e dal resto della pianta ed infine macinati per ottenere la farina con cui farò il pane. Credo che nel giro di una quindicina di giorni potrò sfornare le prime pagnotte», ci racconta ma premette: «Tutto sarà svolto nella mia azienda. Non voglio portare in giro il grano. Voglio che venga lavorato qui e dopo io ci farò il pane che magari potrei dare a mio fratello che gestisce un panificio in centro a Cortina».
La ricerca continua
Bettio sta cercando un macchinario “storico” «che si usava forse un centinaio di anni fa e che ora si vede spesso nei giardini delle case adibiti a fioriere, e che serve per separare il chicco di frumento dalla pula. Cercherò di farmene prestare io da chi ce l’ha. Poi potrò macinare il grano nei miei due mulini a corrente elettrica per ottenere la farina. Sono molto emozionato all’idea di poter seguire dall’inizio alla fine questa filiera del frumento. E non vedo l’ora di sfornare il pane», ci dice sorridendo ed elettrizzato da questa prospettiva.
Quello piantato è un grano particolare che l’agricoltore ha trovato in alto Adige. Ma il suo obiettivo è recuperare i grani antichi «perché sono più forti e resistenti. Sto cercando quelli che fino a qualche decennio fa si coltivavano anche qui», sottolinea kil 52enne che precisa: «hanno una resa inferiore rispetto al grano normale, ma qui possono sopravviere».
Dopo la semina primaverile, Bettio ci ha preso gusto e nei prossimi giorni procederà alla semina del grano autunnale. «Il raccolto poi ci sarà in estate. Si tratta di un grano che produce di più se nevicherà. Ricordiamoci il proverbio dei nostri antenati che diceva “sotto la neve pane”. Speriamo che nevichi parecchio».
Bettio vedrà quindi come andrà anche questo esperimento e poi deciderà se mantenere la semina primaverile o quella autunnale. «Se le cose procederanno come spero, in futuro coltiverò anche fieno greco per l’alimentazione umana e farro. Se tutto andrà bene sarete i primi a saperlo», conclude l’agricoltore.