Dayco, newco per l’elettrico dal 1º ottobre
Ivrea
Primo ottobre. È ufficiale. Dalla prossima settimana Dayco si sdoppia nella newco Propulsion Solutions dedicata al motore elettrico e al motore a idrogeno. I sindacati dei metalmeccanici hanno firmato l’accordo in Confindustria nella giornata di lunedì. Lo hanno fatto davanti a Bruno Vallillo e Michael Weiss - rispettivi ceo di Dayco e della newco in questione (le due società saranno controllate da Dayco Europe nell’operazione di cessione di ramo di azienda andata in porto) -, perché così avevano chiesto prima dell’estate in previsione del confronto cruciale.
Il piano industriale
In estrema sintesi, il piano industriale: Dayco San Bernardo sarà l’head quarter della Ricerca&sviluppo, e saranno garantiti tutti gli attuali 480 posti di lavoro su suolo eporediese. Nella newco entreranno le consociate Dayco di Polonia, Giappone, Cina, Messico, Brasile, India e altre filiali minori in altri Paesi, come la parte commerciale di Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, per un totale di 1.800 addetti nel mondo. Tre milioni di euro gli investimenti annunciati per i prossimi due anni; un milione sarà destinato alla Ricerca&sviluppo (dove lavorano 200 addetti solo a Ivrea), due milioni saranno indirizzati alla produzione, la manutenzione, gli impianti, la formazione. Un processo di transizione che secondo l’accordo sarà lento e graduale, quello dall’endotermico all’elettrico che spiega la nascita di Propulsion, per cui tra tre mesi e poi ogni sei, per 15 mesi, i vertici aziendali e i sindacati faranno il punto sulla base dell’andamento del mercato.
Tecno System e l’elettronica
Tutto ciò, guardando alla collaborazione siglata a giugno con Tecno System di Mercenasco e la torinese Monet, complementare all’attività di Dayco per la parte elettronica, porta a veder strutturato in Canavese un polo di competenze di altissimo livello nel settore dei sistemi di propulsione elettrificati. Quel futuro già presente in campo automotive. Lunedì, l’azienda ha accolto le garanzie sollecitate in questi mesi dai tre sindacati confederali , «ma stiamo all’erta e non diamo nulla per scontato», la considerazione unanime dei rispettivi referenti territoriali.
Prossimo step dicembre
Fabrizio Bellino di Fiom Cgil è cauto. In Confindustria «abbiamo formalizzato l’accordo sulla gestione del passaggio e su quello che sarà il monitoraggio per i prossimi 15 mesi con la definizione di verifiche periodiche, nel frattempo sembra si siano presentati una serie di interessi, ci siano delle diligence, non si capisce bene se per entrare in società o per acquisire il ramo di azienda totale». Per adesso abbiamo comunque portato a casa «l’operazione della newco che ha così acquisito un ruolo all’interno del gruppo controllato sempre da Dayco». Cosa cambierà per i lavoratori dal primo ottobre? «Per adesso nulla, andranno in continuità con quello che fanno già oggi, il cambiamento sarà graduale in funzione dei lavori che matureranno e che per adesso possiamo solo immaginare – precisa Bellino – Intanto entro dicembre faremo un primo incontro di verifica per capire se sono avvenute delle novità in merito a quelli che possono essere scenari di proprietà diverse, partecipazioni, altre acquisizioni, e da lì in avanti monitorare quelle che sono le evoluzioni degli investimenti che l’azienda farà sui nuovi prodotti, le linee e gli impianti necessari. Voglio dire: in progressione, se viene meno un lavoro, ce ne deve essere un altro che lo sostituisca e garantisca la piena occupazione. Questo lo prevede l’accordo, e noi abbiamo il dovere di non dare nulla per scontato, occorre vigilare e se serve fare battaglie per condizionare certe scelte. Misureremo l’azienda sui fatti, senza fare sconti». D’altra parte, «mettersi in discussione e avere sinergie che viaggiano tra l’elettrico e il meccanico non è da poco».
Bene le joint venture
Una fiduciosa Paola Eusebietti di Fim Cisl Canavese evidenzia come «questo trasferimento» si collochi «in un’ottica di transizione all’elettrico che manterrà i posti di lavoro, poi se se ne produrrà in più, di occupazione, ben venga. E lì sta la criticità da sorvegliare». Ovvio, il «mercato può favorire o meno l’accordo, ma oggi la sfera magica non ce l’ha nessuno, e noi su questa nuova realtà nutriamo speranze. Tra l’altro si sono già paventate delle joint venture importanti», come con Tecno System al quale dare «un grosso significato in termini di territorio». Una strada da perseguire, ragionando su un orizzonte di filiera.
La paura del cambiamento
«L’ho detto anche ai miei all’ultima assemblea prima dell’accordo – chiude Deborah Bonacci di Uilm –: il cambiamento spaventa sempre, ma io avrei più paura a rimanere dove sono che provare a cambiare. Io vedo questo passaggio come un’apripista».