Castellamonte, 15enne drogata e abusata dal compagno della madre
Castellamonte
Drogata e abusata dal compagno della madre. Vittima una ragazzina di appena 15 anni. Per l’uomo, un 56enne di Castellamonte, si è aperto ieri mattina, giovedì 28 settembre, il processo al tribunale di Ivrea.
Il collegio è stato presieduto dal giudice Stefania Cugge (a latere Lucrezia Natta e Andrea Cavoti).
Le accuse nei confronti dell’uomo vanno dalla violenza sessuale aggravata alla cessione di sostanze stupefacenti a minorenne e maltrattamenti. Gli episodi contestati sono diversi e si sarebbero verificati in un contesto domestico. L’imputato (difeso dagli avvocati Alessandro Nicola e Marta Barolat del foro di Ivrea) allora conviveva con la madre della giovane vittima e a lei avrebbe rivolto le sue morbose attenzioni sessuali. Secondo le accuse, il 56anni l’avrebbe anche iniziata al consumo di cannabis. Un pomeriggio, dopo averle fatto fumare uno spinello, si sarebbe spinto a palpeggiarle il seno. L’abuso sarebbe avvenuto proprio approfittando della situazione di stordimento legata al consumo di marijuana. Per lui l’aggravante di essere maggiorenne e patrigno della ragazzina. Inoltre, nel corso della convivenza la 15enne sarebbe stata più volte vessata.
«La trattava con disprezzo dicendole che nella vita “non avrebbe combinato mai nulla” e altre frasi umilianti» è stato scritto nei verbali. I maltrattamenti nei confronti della ragazzina, sulla base delle accuse, si sarebbero protratti dal 2006 fino al 2015 quando, a fronte dell’ultimo episodio di abusi, la convivenza con la madre della vittima si sarebbe interrotta. Ma l’imputato avrebbe comunque, anche successivamente, riservato disprezzo alla 15enne dicendole che «era una m...a» e che in futuro «sperava che qualcuno le facesse del male».
Una vita da incubo fra le mura domestiche. Due gli episodi in particolare che gli sono stati contestati dal pubblico ministero Elena Parato. Il primo vedrebbe l’uomo entrare prepotentemente nel bagno mentre la vittima faceva una doccia. Qui l’avrebbe prima insultata e poi le avrebbe ripetutamente detto di uscire e mostrarsi nuda a lui. Nel secondo, invece, le avrebbe dato del denaro per recarsi al supermercato e comprare delle calze autoreggenti per poi mettersele e farsi scattare delle foto che lo avrebbero eccitato. Solamente anni dopo, al raggiungimento della maggiore età, la ragazza ha trovato la forza di denunciare gli abusi e le vessazioni subite. La vittima si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Luca Fiore. Ieri mattina, di fronte al collegio dei magistrati, le parti hanno avanzato le richieste preliminari e presentato le liste dei testimoni che cominceranno ad essere esaminati a partire dall’udienza del 25 gennaio prossimo. A distanza di cinque anni dalla denuncia si farà luce su quanto accaduto.
I legali difensori dell’imputato castellamontese riferiscono che «allo stato attuale non riteniamo di commentare ulteriormente ma siamo assolutamente certi che il rito dibattimentale e l'audizione dei testimoni da noi citati saranno in grado di dimostrare l'assoluta estraneità dell'imputato ai fatti contestati nella denuncia». —