De Toni al contrattacco: «La mia carica di sindaco non è incompatibile con le precedenti»
UDINE. Signor sindaco, la sua attuale carica è incompatibile con quelle assunte precedentemente?
«No».
L’opposizione è di tutt’altro avviso.
«Gli uffici hanno sempre sostenuto che non c’è nessuna incompatibilità tra il mio essere sindaco e la presenza in vari consigli di amministrazione, ma per motivi di opportunità sono uscito da diversi cda e ho rinunciato a varie funzioni».
Tipo?
«Tipo quella di presidente dell’organo di valutazione dell’Istituto Superiori di Sanità».
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Ed è uscito dalla Calzavara spa.
«Sì, e non solo. In Calzavara ero entrato su richiesta di Marco Calzavara: voleva l’ex rettore e l’ex questore (Cracovia, ndr). Hanno in mente uno sviluppo internazionale della società e avevano piacere di avere due figure autorevoli. In questa logica ho partecipato e, comunque, non avevo deleghe di alcuna natura».
Altre dimissioni?
«Dalla Brovedani, gruppo che propone soluzioni innovative in diversi settori. Non ero obbligato a farlo».
L’opposizione di centrodestra l’accusa di poca trasparenza.
«Sulla mia presenza in Calzavara, l’opposizione ha avuto un lungo carteggio con gli uffici. Nel caso specifico la capogruppo della Lega, Francesca Laudicina. Hanno inviato le carte alla Procura della Repubblica e all’Anac, ma senza fare esposti. Evidentemente, loro stessi, hanno valutato che non ci sono elementi. Non dimentichiamo che l’appalto è stato fatto dalla giunta Fontanini».
Molti proclami pochi fatti: sempre l’opposizione.
«Non sono trascorsi nemmeno tre mesi dal nostro insediamento. L’opposizione fa il suo mestiere, alla scadenza avremo modo di presentare i nostri risultati».
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Cosa avete fatto in questi tre mesi?
«Abbiamo approvato l’assestamento di bilancio, cofinanziando tutte le opere finanziate dalla giunta Fontanini e dal Pnrr. Abbiamo cominciato una serie di azioni importanti, anche con la giunta regionale: un patto pluriennale di mandato per le opere. E ancora: abbiamo cominciato un’azione sul piano sociale con l’ambito, tant’è che sono stato eletto presidente per rilanciare il sistema socio-sanitario. Abbiamo aperto diversi tavoli. Ne cito alcuni, quelli che riguardano alcuni grandi problemi: sull’ex Safau, sulla linea ferroviaria che taglia in due la città, la nuova sede del comune e l’individuazione di nuovi parcheggi. Ultimo, ma non ultimo abbiamo cominciato un’azione importante sul piano interno: ho chiesto personalmente una deroga al presidente Fedriga, in accordo con l’assessore Roberti, per poter contare su un direttore generale del Comune. Sono fiducioso».
Perchè un direttore generale?
«Ci serve una figura che possa migliorare i processi, che fa il paio con un’azione potenziata di preparazione nei confronti in primis dei dirigenti».
L’incontro di team building, organizzato a Fagagna, va in questo senso?
«Sì. L’incontro con i componenti della giunta e i dirigenti è proprio finalizzato a rinforzare la coesione tra la parte politica e dirigenziale, ma è solo uno dei processi».
Che altro?
«Abbiamo immaginato un’altra azione importante con le posizioni organizzative per arrivare alle aree intermedie dell’organizzazione. Sto pensando anche di coinvolgere tutti i dipendenti in uno spettacolo teatrale nato dal libro dell’ex direttore generale di Bergamo, Michele Bertola, e dedicato all’importanza di una istituzione più vicina ai cittadini. Anche questa è la prima tappa di un percorso che abbiamo in mente e che proseguirà nel tempo. Per questo, dopo aver inviato una lettera ai dipendenti visito gli uffici: sono quasi a metà del giro».
Chi paga i team building e tutte queste iniziative?
«La segreteria generale aveva già cominciato questo tipo di lavoro con la Compa, l’agenzia dell’Anci che si occupa, appunto, di formazione nei Comuni. C’è un fondo dedicato e un piano pluriennale. Non ci siamo inventati nulla e ci siamo mossi in un percorso istituzionale in essere. Il Comune sostiene solo l’affitto della struttura, come già accade in altre occasioni».
Non basta la visione politica?
«Va condivisa con le persone e gli uffici. Soltanto così si possono mettere a terra i progetti, e se vanno a terra è proprio grazie all’impegno di tutti i dipendenti e degli anelli meno visibili della catena. Ne sono convinto».
Sul team building l’opposizione è stata critica.
«L’opposizione fa ironia senza motivo. Dicono che giochiamo, ma il miglior modo di apprendere è basato sul gioco. E la gamification sta interessando tutti i processi sociali. Voglio cambiare il modo di far funzionare la pubblica amministrazione, se mentre lo faccio mi criticano pazienza. Migliorare il Comune significa lavorare per il bene della città».
Ma cosa avete fatto?
«I professionisti del Compa hanno creato dei gruppi di lavoro per dimostrare il gap esistente tra un progetto e la sua realizzazione: le criticità dei vari passaggi. L’importanza dell’osservazione, dell’ascolto e della rigorosità, occasione per discutere assieme le criticità dei passaggi».
Perchè al Golf club Udine di Fagagna?
«Anche la polemica della location è risibile. Anche il contesto in cui si organizzano questi eventi è importante, oltre al fatto che potevamo contare delle strutture necessarie».
Torniamo al programma e alle promesse.
«Al termine dei 100 giorni faremo una conferenza stampa. Parleremo degli impegni presi in campagna elettorale dove, per esempio, checchè ne dica l’opposizione, non c’è lo sviluppo degli ambulatori di quartieri. Ci attribuiscono cose che non abbiamo detto. Per gli ambulatori di quartiere è cominciato un percorso con l’Azienda sanitaria».
Nel programma ci sono i cestini e i cinema.
«E una maggiore presenza di assistenti sociali».
I cestini dove saranno posizionati?
«I primi a Udine Est. Abbiamo dovuto commissionare uno studio alla Net per fotografare la situazione in città e perchè dobbiamo risolvere criticità che sono figlie della raccolta pronta a porta gestita non in modo adeguato: nei cestini finiscono i rifiuti di casa».
Quando saranno messi?
«Bisogna fare la gara».
Tra i grandi problemi lei prima ha citato la nuova sede del Comune.
«Occupiamo una dozzina spazi, pagando canoni importanti e avendo difficoltà di interazione. Vorremmo trovare una nuova sede e i finanziamenti».
L’opposizione la boccia.
«Sono stato promosso (ride) con ottimo in terza media, alle superiori sfioravo la media del 9, meritando sempre la borsa di studio. Mi sono laureato con lode all’università… Non sono mai stato bocciato. C’è sempre una prima volta . In ogni caso a deciderlo non sarà l’attuale minoranza, ma gli elettori tra 5 anni».