Trieste, Acquamarina in demolizione dopo 4 anni dal crollo: la giornata della svolta
TRIESTE. Un Dipiazza dall’ispirazione rievocativa osserva le prime fasi demolitorie dell’ex terapeutica Acquamarina e ricorda «quando venivo qui, molti anni prima che facessero la piscina, insieme a mio padre per comprare le barre di ghiaccio».
Lunedì 24 luglio 2023, a quattro anni dal crollo del tetto, scorre un’altra pagina di vita urbana: il filo della memoria non fa perdere al borgomastro il gusto di veder abbattuto un simbolo di cattiva edilizia e di immaginare invece la terapeutica del futuro. «Nei prossimi giorni - incalza il primo cittadino - faremo il punto con il progettista Enrico Beltrame per meglio capire cosa vogliamo realizzare: punteremo su una forte caratterizzazione sociale, dalla fisioterapia alla disabilità». «Per la parte impiantistica investiremo sul fotovoltaico», aggiunge.
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Poi dà un’occhiata in giro: «Ecco la nuova Sacchetta: l’ex Meccanografico è quasi pronto, le Fs puntano 20 milioni sul recupero di Campo Marzio. Al posto del Mercato ortofrutticolo, quando ci risponderanno sul Pnrr a Prosecco e potremo così trasferire la struttura, nasceranno un parcheggio sotterraneo e in superficie iniziative alberghiere e commerciali: l’area è quotata 26 milioni di euro». Senza contare - accenna Dipiazza - i propositi della Camera di commercio sull’area ex Cartubi, dove è previsto sorga il Parco del mare (da finanziare con l’introito di palazzo Dreher, cui manca ancora il rogito).
Lì vicino Beltrame, insieme al dirigente comunale Luigi Fantini, si mantiene cauto sulla prospettiva progettuale alla quale «serve ancora tempo, andremo a visitare le realtà esistenti nel triveneto, come Grado e Bibione». Beltrame, leader della Serteco di Tavagnacco, è molto impegnato nel capoluogo regionale, dove segue i ponti sul Canal Grande, l’asilo in vicolo dell’Edera, il polisportivo di San Giovanni. L’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi riepiloga la portata finanziaria dell’operazione: «Dalla Regione sono affluiti 5 milioni di euro, 800.000 vengono impiegati per demolire la vecchia piscina, che necessita di due mesi di lavoro, entro la fine di settembre. Per la nuova sono poi necessari il progetto esecutivo e la gara, ma al momento è presto per i cronoprogrammi». Restano 4,2 milioni per dedicarsi all’impianto dell’avvenire.
Le fauci oleodinamiche dei due mezzi Cat, impiegati dall’appaltatore Ghiaie Ponterosso di San Vito al Tagliamento, procedono implacabili nell’attacco a quanto resta di Acquamarina. L’azione delle super-pinze è accompagnata dagli idranti, che con i lanci d’acqua evitano il diffondersi della polvere. Una staccionata protegge i natanti ormeggiati nello specchio d’acqua adiacente.
Un lavoro preparatorio era già stato svolto per quanto riguarda l’interno, quindi l’attività può concentrarsi sull’esterno dell’edificio. A monitorare l’opera i fratelli Arrigo e Antonio Marcon, soci e amministratori di Ghiaie Ponterosso, coadiuvati da Gianluca Cargnel. L’intervento non dovrebbe presentare criticità, i circa 3.000 metri cubi di materiali inerti saranno portati nelle discariche gestite dall’azienda nella destra Tagliamento.
Anche Ghiaie Ponterosso, che in aprile aveva vinto l’appalto superando tre concorrenti (Gesteco, Moretto Giuseppe, Natison scavi) conosce l’habitat triestino, perchè non molto tempo fa ha raso al suolo sala Tripcovich in largo Città di Santos: dal punto di vista paesaggistico, l’area della Sacchetta farà una fine analoga, si procederà a coprire il sito con manto bituminoso drenante prima che rinasca una nuova piscina.
I fratelli Marcon elencano una lunga serie di opere legate alla demolizione: smontaggio impianti elettrici-idrici-termici, smaltimento degli ingombranti non pericolosi, abbattimento dello scantinato, gestione delle terre e ricce da scavo, eliminazione dei marciapiedi esterni...
Il dado sembra tratto: nessun rimpianto verso il recupero della struttura, che si sarebbe rivelato diseconomico rispetto alla nuova edificazione. Al momento nessuna nostalgia per Porto vecchio, dove era stata individuata un’area nell’ex quartiere Ford alle spalle del Tcc: la cordata Petrucco, insieme al Sanatorio e a Pompeo Tria, non è partita. Anche di Andrea Monticolo e del Mediocredito Trentino-Alto Adige non si conoscono aggiornamenti.