Sfreccia a zig zag a 170 chilometri orari sulla Pontebbana: arrestato dai carabinieri, ha tentato anche la fuga a piedi
Temeva di aver bevuto troppo, così è scappato a tutta velocità, lungo la Pontebbana, tallonato dai carabinieri a sirene spiegate. L’elettricista incensurato Abdesatar Salak, nativo della Tunisia, 33 anni, domiciliato a San Vito al Tagliamento, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale dai militari del Norm di Pordenone dopo un inseguimento partito da viale Aquileia nel capoluogo e conclusosi a Zoppola.
È successo nella notte fra venerdì e sabato scorso. Al volante di una Renault Clio il 33enne è sfrecciato davanti a un posto di controllo dei carabinieri in viale Aquileia. Non si è fermato all’alt intimato dai militari che si sono messi al suo inseguimento, con i lampeggianti accesi e le sirene spiegate.
I carabinieri lo hanno visto compiere manovre pericolose: sorpassi a tutta velocità, zig zag, un tratto percorso contromano. Nella fuga i militari hanno stimato che la Clio abbia raggiunto la velocità di 170 chilometri orari. A Zoppola i carabinieri sono riusciti a bloccarlo, accerchiandolo con una seconda pattuglia in rinforzo. L’automobilista a quel punto ha innestato la retromarcia ed è finito in un campo. Qui ha abbandonato l’auto per proseguire la fuga a piedi, ma è stato infine acciuffato.
L’uomo è finito in carcere ed è stato multato per le violazioni del codice della strada, dall’eccesso di velocità alla guida pericolosa. Ieri, assistito dall’avvocato Marco Sparti, è stato interrogato dal gip Rodolfo Piccin. Ha spiegato la sua preoccupazione: aveva bevuto un po’, temeva le conseguenze. In realtà l’alcol nel sangue era poco sopra al limite di 0,5. Sottoposto all’etilometro dall’Arma, è risultato positivo: 0,7 grammi per litro, che comporta però solo una contravvenzione amministrativa.
L’avvocato Sparti ha chiesto la scarcerazione per il suo assistito, rimettendosi al giudice sulla convalida. Il gip Piccin ha convalidato l’arresto (le manovre pericolose alla guida integrano il reato di resistenza a pubblico ufficiale) e applicato l’obbligo di firma per due volte alla settimana, misura cautelare richiesta dallo stesso pm. Salak è stato pertanto scarcerato.