Debutta Green Shakespeare: a Miramare alberi, fiori e tempeste del grande Bardo
TRIESTE. Debutta martedì 25 luglio alle 19.30 “Green Shakespeare: Trees, Storms, Flowers and the Moon”, la nuova produzione della rassegna “Il Rossetti a Miramare… vieni notte gentile” che nasce collaborazione fra il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare ed il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, e origina un arricchimento dell’offerta turistica attraverso un raffinato programma culturale.
Nell’edizione 2023 il direttore del Teatro Stabile regionale Paolo Valerio, ha scelto di evidenziare e accrescere la vocazione green della rassegna, da sempre presente ma capace - in quest’estate - di pervadere gli spettacoli anche sul piano dei contenuti oltre ad assicurare di “abitare” i meravigliosi spazi di Miramare in modo “gentile” - per fare eco alla frase shakespeariana scelta come claim - rispettando cioè e tutelando profondamente il delicato equilibrio dell’ambiente circostante. Cosa che accade per la nuova produzione “Green Shakespeare: Trees, Storms, Flowers and the Moon” a cura di Paolo Valerio, e tratta da opere shakespeariane nell’elaborazione drammaturgica di Laura Pelaschiar e Paolo Quazzolo, docenti dell’Università degli Studi di Trieste.
Ancora una volta dunque si entra nella splendida natura del Parco “in punta di piedi”, senza far uso di strumentazioni invasive, senza costruire strutture spettacolari, ma semplicemente incastonando i linguaggi teatrali nelle scenografie spontanee offerte da Miramare.
Si sceglie il tempo del tramonto e si sfrutta l’incanto delle luci naturali e ci si rivolge agli spettatori attraverso performance costruite avvalendosi di un rapporto delicato e “sostenibile” fra interpreti, pubblico e panorami. “Green Shakespeare: Trees, Storms, Flowers and the Moon” mantiene l’originaria essenza itinerante nel Parco, e attraversa la produzione drammaturgica di Shakespeare ispirata alla Natura, per parlare del suo controverso e sortilego rapporto con l’uomo. E stupisce la bellezza dei passi in cui il grande drammaturgo scrisse di fiori, foreste, venti tempestosi, cieli notturni…
Gli attori dello Stabile - Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Jacopo Morra, Zoe Pernici, Maria Grazia Plos - li interpretano negli scorci più incantevoli di Miramare, dove il pubblico è accompagnato da altri personaggi in costume elisabettiano - Caterina Benevoli, Alessandro Colombo, Giulio De Santi, Giacomo Faroldi, Cristina Greco, Radu Murarasu - che introducono al concetto di natura nel mondo del Bardo. Per Shakespeare infatti la Natura non era solo la “madre benigna” che oggi si vuole preservare e proteggere: era connotata da un potente dualismo, era anche “matrigna” capace di uccidere con la sua imprevedibilità.
Lo stesso colore verde, “green”, incarna ad un tempo un simbolo d’amore e rinascita e - seguendo la tradizione dei morality play - anche l’ombra minacciosa del diavolo, della malattia, dell’ossessione. Lo dimostra Jago, che il pubblico incontrerà, implacabile, nel Parco.
Secondo questa “Duality”, allora, ecco risuonare le celeberrime battute dall’ “Otello” sulla gelosia, “mostro dagli occhi verdi”, e poi ecco richiamate dai flutti del mare le mille tempeste shakespeariane. E poi gli alberi del Parco divengono le foreste di “As you like it” ed i boschi incantati del “Sogno di una notte di mezza estate”… E la poesia della luna, e il fascino senza tempo dei fiori: coltivati dall’Arciduca nelle serre, studiati nella biblioteca, come testimonia la mostra “Ars Botanica” ed evocati nei passi delicati di “Racconto d’inverno”, nelle ultime parole pronunciate da Ofelia, o dalla presaga “Canzone del Salice” della sfortunata Desdemona.
Paolo Quazzolo e Laura Pelaschiar in apertura e chiusura dello spettacolo offriranno al pubblico l’opportunità di ascoltare qualche breve momento anche in lingua originale: la vera musica della scrittura shakespeariana.
Lo spettacolo va in scena martedì 25 alle 19.30 e in replica alla stessa ora il 26, 29, 30 luglio e dall’1 al 6 agosto.