Corsa contro il tempo per riaprire le Terme di Grado dopo lo stop del Tar: già in attesa 920 pazienti
GRADO. Accelerare i tempi per giungere all’apertura delle rinnovate Terme Marine di Grado ma esclusivamente per il reparto della balneoterapia (vasche) e parte degli ambulatori. Ciò allo scopo di poter impiegare il personale e i medici che sono già stati regolarmente assunti.
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È quanto emerso dal vertice di lunedì 24 luglio in Regione dopo che, alla vigilia dell’apertura e dopo una ristrutturazione costata oltre 5 milioni, è giunto lo stop da parte del Tar che ha accolto il ricorso di una ditta che aveva perso l’appalto per la fornitura della strumentazione dei reparti aerosol e inalazioni per un importo inferiore ai 100 mila euro.
Giàmartedì intanto i legali delle ditte interessate alla fornitura degli inalatori al centro della questione della sentenza del Tar si troveranno proprio alle Terme Marine per discutere della vicenda e risolvere appena possibile la questione con l’obiettivo di definire le tempistiche e le modalità di esecuzione di quanto disposto dal Tar.
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«In relazione al pronunciamento del Tar circa l'appalto per le strumentazioni del reparto aerosol e inalazioni - sottolinea l'assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini - la Regione si è attivata con la massima celerità. È stato dato mandato a PromoTurismo di procedere alle azioni necessarie a ottemperare alla sentenza nel minor tempo possibile e permettere così la piena apertura della struttura».
Tuttavia, come precisa sempre l’assessore, in attesa che gli impianti inalatori oggetto della sentenza del Tar vengano sostituiti, è stato attivato l'iter per ottenere le autorizzazioni sanitarie da parte di Asugi e permettere così la riapertura al pubblico dell'area delle vasche e degli ambulatori, nonché degli spazi dell'accettazione, completamente rinnovati.
La decisione della Regione è stata adottata a margine di un'interlocuzione con il presidente di Git, Roberto Marin, ente a cui è affidata la gestione dell'impianto termale. Evidentemente il presidente Marin ha fatto presente all'assessore e a Promoturismo anche quale è la situazione attuale relativamente alle prenotazioni e al personale che ha già firmato il contratto. A ieri la Git ha registrato, infatti, ben 920 prenotazioni il 90 per cento delle quali riguarda pazienti del Friuli Venezia Giulia. Clienti con i quali è evidentemente più facile concordare eventuali spostamenti degli appuntamenti.
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Il totale delle prenotazioni circa il 40 per cento riguardano le vasche mentre il rimanente circa 60 per cento, le cure inalatorie ed è per questo che è stato deciso di intraprendere la strada di cui si è detto ovvero la riapertura parziale della struttura, cioè escludendo unicamente il reparto inalazioni. «Massima attenzione e solerzia – ha aggiunto Bini - saranno riservate anche per alleviare il disagio di chi aveva già prenotato quelle prestazioni che al momento non possono essere erogate», ha specificato Bini, che in merito ha ottenuto precise rassicurazioni da parte della Git, «che sta già studiando forme di compensazione per coprire il disservizio».
Bini ha altresì ricordato che i lavori del primo lotto della riqualificazione delle Terme di Grado, per i quali la Regione ha investito 5 milioni e mezzo di euro, sono terminati e che intanto la Regione ha già avviato la procedura per richiedere ad Asugi l'autorizzazione sanitaria per permettere la riapertura della struttura, seppur limitatamente all'area delle vasche e degli ambulatori. È stata, dunque, ribadita la volontà di ottemperare alla sentenza nel minor tempo possibile, l'esponente della giunta ha infine precisato tanto che, come sottolinea ancora Bini, «la Regione si riserva di adottare tutti gli strumenti di tutela necessari a difendere i propri interessi nei confronti della ditta prima aggiudicataria dell'appalto».