Il corpo ripescato nel Po è di Mauro Mangiarotti: identificato dai calzoncini
Bastida
E’ stato riconosciuto dai pantaloncini identici ai suoi:il corpo ripescato nel Po nel comune di Bastida è Mauro Mangiarotti, il 51enne di Silvano Pietra che era annegato nel fiume domenica scorsa. Manca il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari ma ormai non ci sono più dubbi. La corrente del fiume lo ha trascinato a valle e lo ha trasportato in un’ansa dove è rimasto per sei giorni più attorcigliato che incagliato al ramo di un albero.
I vigili del fuoco hanno concluso le operazioni di recupero verso le 22 si sabato sera. Un’operazione decisamente complicata perchè in quel punto la corrente è molto forte. I pompieri sono scesi in acqua una prima volta con una barca ma proprio la corrente aveva impedito il recupero: la squadra non era nemmeno riuscita ad avvicinarsi ai resti del 51enne.
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Come si è proceduto
E così dal comando provinciale di Pavia era stato inviato un canotto da rafting con il quale i vigili del fuoco sono riusciti ad avvicinarsi. Hanno poi tolto il corpo di Mauro Mangiarotti da quella posizione, l’hanno caricato sul canotto e l’hanno trasportato a riva quando era già buio. «Non potevamo certo lasciarlo lì tutta notte», ha spiegato uno dei vigili del fuoco.
L’intervento dei pompieri ha quindi avuto successo e i resti sono stati esaminati sommariamente e trasportati all’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia dove sarà eseguita l’autopsia.
L’allarme era stato lanciato verso le 18 di sabato pomeriggio da due pescatori che erano passati in quel punto del fiume con una barca. Avevano visto quello che sembrava il corpo di un uomo e avevano avvisato un amico vigile del fuoco. E così era scattato l’allarme. Le ricerche di Mauro Mangiarotti erano state sospese nel tardo pomeriggio di mercoledì.
La tragedia era avvenuta domenica 16 luglio in una lanca in località Cassera nel territorio comunale di Corana.A. A.