Il racconto dei trevigiani a Rodi: «In fuga dall’albergo in fiamme»
I racconti dei trevigiani rientrati (miracolosamente) in Italia da Rodi sembrano report da corrispondenza di guerra, molti però sono ancora bloccati nell’isola greca.
Dopo un lungo periodo di caldo record, nell’entroterra di Rodi gli incendi sono fuori controllo anche per i forti venti, i continui roghi da quasi una settimana stanno devastando il territorio, le foreste e le strutture.
È in corso la più grande operazione di evacuazione di sempre del Paese, con 30 mila persone che hanno dovuto lasciare abitazioni e luoghi di pernottamento dei turisti per mettersi in salvo, in duemila hanno dovuto essere trasportati al largo delle spiagge via nave.
Tra questi, moltissimi sono trevigiani: la Grecia è storicamente una delle destinazioni preferite dai turisti della Marca.
Alcuni sono tornati a casa dalle vacanze, molti sono ancora bloccati a Rodi poiché la circolazione è piuttosto congestionata.
Una famiglia trevigiana ha vissuto in prima persona la terribile esperienza, raccontata via mail alla Tribuna: «I nostri familiari sono stati evacuati dall’hotel in varie strutture, corrente alternata e cellulari che non funzionavano. Strade bloccate e gente per strada, sono riuscite fortunatamente a rientrare con un volo di questa notte di Neos con arrivo a Verona alle 2.
Noi dall’Italia ricevevano da loro informazioni scarse e restituivamo il supporto necessario per spronare loro e gli altri ospiti alla migliore soluzione per raggiungere l’aeroporto. Le strade erano bloccate dalla polizia e i mezzi erano tutti usati per evacuare le persone. Eravamo in contatto con l’unità di crisi della Farnesina e il funzionario di turno all’ambasciata italiana ad Atene.
Purtroppo in pochi sono riusciti a ripartire e molti (anche altri ospiti dell’albergo che, ora, è bruciato) sono rimasti a terra. I racconti che hanno fatto stamane al rientro a casa a Treviso sono da corrispondenza di guerra». La Protezione civile greca sta organizzando dei centri di accoglienza e tenta di facilitare i trasporti verso l’aeroporto e i porti disponibili per consentire gli imbarchi verso ulteriori destinazioni.
Per l’Italia, la Farnesina sta fornendo il maggiore aiuto possibile: il Ministero degli Esteri consiglia a chi prevede di partire per Rodi di considerare una meta alternativa nelle vicinanze e tenendo conto delle difficoltà di trasporto. Agli italiani presenti nell’isola greca a qualsiasi titolo si suggerisce di registrarsi sul sito www.dovesiamonelmondo.it e di scaricare l’app “Unità di Crisi”.