Tira un’aria di ultimo ritiro ad Auronzo per la Lazio
La sensazione comune è quella che questo possa realmente essere l’ultimo ritiro della Lazio in terra auronzana. Da una parte non è andata giù l’accoglienza flebile riservata dal paese ai tifosi biancocelesti, dall’altra il dispiacere è tanto, perché dopo sedici anni di preparazione sotto le Tre Cime il popolo laziale a queste terre si era affezionato, eccome.
Nulla di ufficiale sulla carta, con le parti che (almeno all’apparenza) stanno lavorando per un accordo, eppure questo è il mantra che viaggia di bocca in bocca sugli oltre mille spettatori che ieri hanno reso spettacolari le tribune dello Zandegiacomo. «È chiaro che questo sarà l’ultimo ritiro ad Auronzo», ci spiegano i tifosi, «i segnali ormai sono diversi e sinceramente questo ci dispiace. Qui si erano creati dei legami, dei rapporti, ma è evidente che qualcosa negli ultimi due anni è cambiato».
Molti rimarcano il fatto che il paese sulle rive del lago Santa Caterina si sia fatto trovare impreparato in tema di addobbi e decorazioni: «I primi anni, quando salivamo, eravamo accolti da diverse bandiere, striscioni e decorazioni a tinte laziali», racconta Stefania, che frequenta Auronzo da sempre, «poi abbiamo trovato sempre meno. L’atteggiamento della gente qui è cambiato, il dettaglio della mancanza dei bandieroni in paese è solo un segnale, diciamo che regna sempre di più l’indifferenza nei nostri confronti». E la risposta del popolo laziale? «Mai cambiata», ci risponde Angela, «qui ormai ci sentiamo a casa. Ritroviamo tutte le conoscenze di Roma e facciamo di tutto per essere presenti almeno qualche giorno al ritiro. È bello ritrovarsi a tanti chilometri di distanza con la passione per la nostra squadra che ci unisce».
Parole che sembrano corrispondere a verità, visto che le presenze di quest’anno ad Auronzo sono davvero da record. Niente numeri ufficiali al momento, ma le strutture del paese sono al completo da tempo e tifosi laziali hanno occupato anche i paesi vicini, soprattutto nel fine settimana. A dire il vero anche gran parte degli auronzani, diversi quelli presenti in questi giorni allo Zandegiacomo, si sono detti molto contenti per questo ennesimo ritiro. «L’indotto per la zona è sicuramente elevato», commenta Paolo, «in un mese come luglio dove magari non c’è ancora il boom di turisti. Quest’anno poi i tifosi della Lazio sembrano essere davvero tanti ed il colpo d’occhio in paese è bellissimo».
D’altro canto però rimane sempre il sentimento quasi nostalgico dei biancocelesti. «Una volta c’erano molti più eventi pensati per noi», ricorda Marco, «ora non ci rimane niente oltre agli allenamenti ed alle partite. Questo è un ritiro a misura di tifoso come pochi altri», prosegue un altro laziale, «sarà dura replicare questa cosa da un’altra parte e sarà dura anche per Auronzo avere una tifoseria così». Dopo la partita con la Triestina, ieri spazio ad una sobria presentazione della squadra. Una centinaia i tifosi rimasti con un Lotito super contestato per il mercato finora deludente e con una standing ovation per mister Sarri e capitan Immobile. Tra le dichiarazioni, nessun accenno al futuro. Il ritiro volge all’ultima settimana e la sensazione, almeno tra i laziali, è quella che possa davvero essere la fine.