Dentista rapinato in centro a Mestre: «Ho paura, in questa città non mi sento più al sicuro»
«Non mi sento più al sicuro, o meglio lo sono meno di quanto ritenevo di esserlo prima. Ma soprattutto ho la percezione che la qualità della mia vita sia peggiorata: mi guardo alle spalle, cammino solo in luoghi affollati e per tornare a casa cambio strada ogni sera. Ora ho paura». A parlare è Pierantonio Bragaggia, il destista di 68 anni che martedì scorso, 18 luglio, intorno alle 21 è stato brutalmente aggredito e derubato mentre era a cena al Bacaro in via Riviera Magellano con sua figlia Giulia, di 31 anni.
L’aggressore è passato a fianco del tavolo dove i due stavano mangiando e ha visto la borsa del dentista a terra, tempo di girarsi per acciuffare la borsa e comincia a correre con la refurtiva, contenente farmaci stupefacenti, il solfato di morfina, oltre a documenti sensibili dei miei pazienti, documenti fiscali miei e circa 2 mila euro in contanti.
«Non ci ho pensato due volte», racconta Bragaggia, «mi sono alzato e ho rincorso il ladro, fino a raggiungerlo e a strappargli la borsa. In quel momento però mi ha aggredito, io ho provato a difendermi con un pugno, ma ho ottenuto pochi risultati.
L’assalitore poi, mi ha scaraventato contro una grata e da lì sono rimbalzato a terra, come una pallina da tennis ed è allora che il balordo mi ha strappato dal collo la collanina d’oro».
Nel momento dell’inseguimento e della colluttazione, nei dintorni non c’era gente, pertanto nessuno ha potuto prestare soccorso al malcapitato, che ha riportato una grave frattura dello scafoide e un occhio nero
Polizia municipale e carabinieri sono intervenuti subito dopo, allertati da Giulia, visibilmente sconvolta per quanto era appena accaduto. «Mia figlia è un’altra vittima di questo clima di insicurezza» continua il medico, «oltre al grande spavento, ha forti sensi di colpa per non essere riuscita ad intervenire. Io penso che se l’aggressore se la fosse presa con mia figlia la mia reazione sarebbe stata molto più forte e la situazione sarebbe potuta degenerare ulteriormente».
Il ladro è stato poi identificato da Bragaggia, attraverso la visione di foto segnaletiche. Si tratta di un tunisino, sulla ventina d’anni e residente a Padova.
«Prima di questo episodio mi sentivo al sicuro, la sensazione di sicurezza veniva avvalorata dalle comunicazioni della prefettura, ma quella è una realtà falsata: Mestre non è una città sicura.
Il legislatore deve prendere in mano la questione e risolverla, perché questi fatti poi sfociano in pesanti sentimenti antirazziali e non è giusto che sia così», spiega ancora il dentista, «la gente culturalmente semplice non fa distinguo e dice: cacciamoli tutti.
Ma così si rischia che poi le persone si facciano giustizia da sole e, in uno stato di diritto, questo è inaccettabile», aggiunge il dentista, che coglie l’occasione anche per ringraziare le forze dell’ordine: «Polizia municipale e carabinieri mi hanno assistito con grande competenza, professionalità e affetto, hanno fatto tutto quello che potevano fare. Ho voluto raccontare quello che mi è successo per creare il dibattito. Le regole attuali devono cambiare».
Il dottor Pierantonio Bragaggia, in questi giorni è al mare, in attesa di capire se la sua mano riprenderà completamente la mobilità, intanto cammina, guardandosi alle spalle.