In Croazia l’autopsia e la cremazione di Maurizio Kalik, il velista triestino morto in mare
TRIESTE La salma di Maurizio Kalik, il settantunenne triestino trovato morto al largo di Cittanova sabato sera, dopo l’incidente in mare avvenuto durante la tempesta di venerdì pomeriggio, resta ancora in Croazia. L’autorità giudiziaria locale ha infatti disposto l’autopsia per stabilire con esattezza le cause del decesso. Si tratta perlopiù di una prassi seguita per casi del genere. Per ragioni burocratiche, inoltre, il corpo sarà cremato in Croazia. Successivamente i familiari comunicheranno la data del funerale.
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Il ritrovamento del corpo
Intanto emergono altri dettagli sul ritrovamento del corpo. Stando a quanto si apprende dalla stampa locale croata, il cadavere è stato rinvenuto da una barca di turisti al largo di Cittanova, in una zona non molto distante da quella in cui il settantunenne era precipitato dalla sua barca a vela venerdì pomeriggio. La corrente e le onde del mare, in quel momento molto agitato a causa dell’improvviso episodio di maltempo, hanno comunque trascinato l’uomo di qualche miglio. È stata poi la Capitaneria del posto a occuparsi del recupero e delle operazioni di identificazione.
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La tragedia
Quanto avvenuto venerdì pomeriggio appare ormai abbastanza chiaro. La barca a vela su cui si trovava Maurizio Kalik, un Salona 37, è stata colta da un’improvvisa tempesta di pioggia, grandine e forte vento con raffiche che a un certo punto hanno raggiunto anche i 65 nodi. Un “neverin”, insomma. Il maltempo era previsto. Il settantunenne, nel tentativo di ammainare la randa, è precipitato in mare. Praticamente sotto gli occhi della moglie, Miriam Zorzenoni, in quel momento al timone. In pochi istanti il marito è stato allontanato dalle onde e dalle correnti, senza che la coniuge riuscisse a trarlo in salvo.
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Le ricerche
La Capitaneria croata, dopo la chiamata di soccorso, ha passato al setaccio l’intera zona, senza risultati, anche con il supporto di imbarcazioni private. La Capitaneria di Porto di Trieste, non appena contattata, ha informato il Comando generale a Roma. Tutti i comandi, da Trieste a Venezia, sono stati allertati per intervenire con le proprie unità. Sabato sera, poco prima delle sette, il ritrovamento.
Cordoglio e commozione
La notizia si è diffusa rapidamente a Trieste, soprattutto nel mondo della vela. Maurizio, appartenente alla società Triestina Sport del Mare, era piuttosto noto nell’ambiente. E ieri sono giunti i messaggi di cordoglio anche da altre realtà marinare locali: «Maurizio Kalik era un velista e uno sportivo a trecentosessanta gradi», osserva il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz.
«Si era iscritto per la prima volta alla Barcolana nel 1984, convinto dal suo amico e compagno di hockey Pino Prinz. E poi, di Barcolane, ne ha fatte diverse. Tutti i soci della Svbg e gli amici della Barcolana si stringono attorno alla famiglia e alla comunità della Società Triestina Sport del Mare per la perdita di Maurizio».
Vicinanza alla famiglia è stata espressa anche dal presidente dello Yacht Club Adriaco di Trieste, Nicolò De Manzini: «Un dramma che ci lascia senza parole, siamo sconvolti».
Così la presidente del Circolo della Vela Muggia Martina Jelovcich: «Quanto è avvenuto fa riflettere sul limite di noi esseri umani – spiega – e per questo motivo noi cerchiamo di educare i bambini che seguono le nostre attività al senso della paura, perché serve anche ad essere consapevoli dei nostri limiti. Non siamo invincibili».
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