Incubo grandine, Sos dei sindaci mantovani: «Ora subito un sostegno economico»
La conta dei danni è appena iniziata. E ci vorrà tempo per misurare, a suon di euro, il segno lasciato da giorni di vento forte, pioggia e tempesta monstre. Dai primi sopralluoghi emerge, però, un territorio ferito, per il quale i sindaci chiedono aiuto .
BASSO MANTOVANO
«A Suzzara - spiega il sindaco Ivan Ongari - tutto sommato è andata bene. Abbiamo ricevuto segnalazioni di alberi caduti in viale Virgilio e in case private in via Ponteboccale e via Oppi. Il vento ha spezzato la sommità di un pino che ha sfiorato il monumento ai caduti di viale Zonta».
La zona più colpita è stata Gonzaga: «Ogni volta che si verificano questi nubifragi l’area più colpita è la nostra. Il tetto di una stalla in strada Gelmino è stata scoperchiata – ha detto la sindaca, Elisabetta Galeotti – un tiglio è stato sradicato dal vento in viale Virgilio ed è finito nel canale di bonifica. Un ramo è caduto sulla ciclo-pedonale di Bondeno. In strada Begozzo giù i pali del telefono. In zona Marzette colture danneggiate e in strada Dossi un albero caduto ha ostruito la carreggiata».
Lievi danni anche a Pegognaga: «Per gli alberi divelti dal forte vento in via Verdi e al parco San Lorenzo – commenta il sindaco, Matteo Zilocchi – i tecnici di E-Distribuzione sono al lavoro in strada Dossi».
DESTRA SECCHIA
Non è andata meglio nel Destra Secchia. E proprio da dove parte una richiesta di stato di calamità. «Lo chiederemo con un’azione provinciale coordinata» dicono i sindaci. «Il conto sarà molto salato – dice il presidente del Consorzio Oltrepò e sindaco di Borgo Mantovano Alberto Borsari – servirà un sostegno economico».
Le segnalazioni arrivano ai Comuni a decine: auto con i vetri infranti, piante divelte, tetti scoperchiati e danni a case e impianti fotovoltaici. C’è, poi, l’agricoltura: nei campi la grandine ha devastato angurie, meloni, pomodori e alberi da frutto.
I paesi più colpiti sono stati Quingentole, Borgo Mantovano, Magnacavallo, Borgocarbonara e Sermide, ma molti danni sono stati segnalati anche a Poggio Rusco, Sustinente e Quistello. Ora c’è paura. Si scruta il cielo al primo accenno di nuvole, cercando di capire cosa possano riservare.
ALTO MANTOVANO
Grandine (ma chicchi, non arance), vento e piogge torrenziali anche nell’Alto Mantovano, che però ha avuto, tutto sommato, fortuna. «Anche se il nostro territorio è stato colpito, dal punto di vista della grandine, meno che quello del Basso Mantovano – spiega il sindaco di Castiglione delle Stiviere, Enrico Volpi – abbiamo avuto comunque danni. Ci siamo resi conto che gli scarichi delle fogne sono stati messi a dura prova; la vasca di laminazione ha tenuto, ma siamo arrivati a livello della sua capienza, e dunque l’allargamento già previsto dalla Regione è utile». Stessa cosa per l’interramento dell’elettrodotto: è quanto mai necessario, visto quanto accaduto nel Milanese. Infine gli alberi: molti di quelli caduti sono su proprietà private. «Urge fare manutenzioni – continua Volpi – e allo stesso tempo capire se, pur piante secolari, sono capaci di reggere a eventi di questa portata».
Anche il territorio di Castel Goffredo ha avuto danni, ma non paragonabili a quelli del Basso Mantovano. «Abbiamo avuto campi rovinati, così come tetti, impianti fotovoltaici e auto mobili» spiega il sindaco, Alfredo Posenato.
LA POLITICA
Da consiglieri e assessori regionali arrivano le prime proposte. Al centro delle loro preoccupazioni soprattutto l’agricoltura. L’assessore Alessandro Beduschi ha sentito il ministro Francesco Lollobrigida, che gli ha «confermato la piena disponibilità del governo a trovare soluzioni per i danni subiti dal settore agricolo dopo la richiesta da parte della Regione dello stato di calamità, che partirà nei prossimi giorni». In Lombardia proseguirà, nei prossimi giorni, il lavoro di conteggio dei danni a campi e aziende, fondamentale per deliberare la richiesta al governo. «Allo stesso tempo però – continua – credo sia arrivato il momento di avviare una seria riflessione su come il sistema possa essere meglio a fianco degli agricoltori, il cui lavoro è sempre più condizionato dal clima impazzito. Basti pensare che in un anno nel quale pare scongiurata la siccità, arrivano le grandinate».
Per i Dem Marco Carra e Matteo Piloni la Regione dovrebbe ricorrere anche a Finlombarda per sostenere gli agricoltori danneggiati dal maltempo. «Per fronteggiare l’emergenza, la Regione deve mettere in campo un piano straordinario per sostenere il settore, con operazioni di credito e a fondo perduto per garantire agli agricoltori liquidità a tassi super agevolati in breve tempo – spiegano i consiglieri dem – ricordiamo che ad oggi Finlombarda, come evidenziato dalla Corte dei Conti, ha utilizzato solo 184 milioni dei 651 ricevuti dalla Regione. Di fronte all’emergenza in atto dire “abbiamo sempre fatto così” non basta più. Chiediamo alla giunta regionale di non limitarsi a chiedere sostegno al governo, per quanto doveroso, ma di intervenire con tutti gli strumenti a disposizione, quindi anche con Finlombarda».