La mobilitazione vince: a Mantova il Colorificio Freddi ha chiesto la cassa integrazione
Ci siamo e ancora una volta il merito va in primis alla mobilitazione di lavoratori e sindacato, alla loro insistenza e tenacia nel non arrendersi: nel primo pomeriggio di venerdì 21 luglio è stata inoltrata al Ministero del lavoro e alla Regione Lombardia la Pec con la richiesta di apertura della cassa integrazione straordinaria per cessata attività per i venti dipendenti del Colorificio Freddi. Invio sul filo di lana visto che proprio oggi si riunirà l’assemblea dei soci chiamata a decidere le sorti dell’azienda di vernici di via Ulisse Barbieri, che con tutta probabilità opterà per la liquidazione giudiziale. Un paracadute prima del precipizio che Filctem Cgil e Rsu chiedevano da mesi. «È un passo importantissimo – dichiara il segretario del sindacato dei chimici Federico Chiavolelli – l’assemblea dei soci è prevista a ore e per i lavoratori arrivarci con una richiesta di cassa integrazione già inoltrata con il favore della Regione Lombardia è di fondamentale importanza». Una copertura non scontata visto quanto sta accadendo in altre parti d’Italia come a Padova dove i dipendenti di un’azienda di forme per calzature si sono trovati i cancelli chiusi da un giorno all’altro: lasciati a casa senza alcuna tutela.
«Questo passo – prosegue Chiavolelli – è frutto dell’interessamento comune di organizzazioni sindacali, prefetto, sindaco: è importante quando le vertenze assumono un ampio respiro con una simile convergenza di obiettivi tra istituzioni e organizzazioni dei lavoratori. Ma il merito principale è dei lavoratori che nonostante le difficoltà e la drammaticità di una situazione che si protrae da mesi hanno continuato a rivendicare con orgoglio il loro diritto ad avere quanto meno la copertura della cassa integrazione». Ora l’attesa è per la conferma della ricezione della Pec e per la risposta del ministero del Lavoro così come per quello che uscirà dell’assemblea dei soci di questo pomeriggio. Ma qualsiasi cosa verrà decisa, la messa in sicurezza economica dei lavoratori sino a fine anno adesso c’è. Ed è ciò che conta.