Preso a bastonate dall’amico per le battute sessiste alla grigliata: è in coma
Aveva cominciato a guardarlo in cagnesco fin dalla mattina, ancora prima di preparare il barbecue. Doveva essere una giornata di relax tra sei amici, carne alla griglia, vino rosso e birra a fiumi. Una frase sgradevole, sessista, forse detta per scherzo o forse no, e la voglia di festeggiare gli è passata.
La rabbia è covata sotto le braci per tutto il giorno, fino a sera, quando ha perso la testa, ha preso un bastone in giardino e ha colpito l’amico alla testa, ferendolo in modo molto grave. L’aggressore, un operaio 43enne di origine moldava residente a Viadana, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, mentre il ferito, suo connazionale, 47 anni, residente a Parma, è ricoverato in rianimazione.
È in stato di coma e in pericolo di vita. Questa la sintesi di un sabato estivo trasformato in dramma in un’abitazione di Campitello, nella strada di campagna che conduce a Gabbiana. Qui vive un operaio, immigrato dalla Moldavia, che sabato ha invitato per una rimpatriata amici connazionali: due arrivano da Viadana, due da Parma, e uno da Padova.
L’idea è quella di passare la giornata in giardino, a grigliare e a bere. L’aria comincia però a fare un po’ di fumo, oltre a quello che esce dal barbecue, fin dalla mattina, quando il 47enne comincia a fare battute stupide, prima insinuazioni, poi frasi sempre più pesanti. «Secondo me qui siete tutti gay».
Mentre quattro fanno una risata e poi lo ignorano, e continuano a pensare al pranzo che li aspetta, il 43enne la prende male. Recepisce la frase come un’offesa, e gliene chiede conto. Quell’altro invece di sdrammatizzare e magari scusarsi, continua. Anzi, nel corso della giornata, da quello che hanno raccontato gli altri, ogni tanto torna all’attacco.
Forse, un po’ alterato dall’alcol, si diverte a provocare l’amico, che a quel punto non si ritiene più tale. Gli sguardi minacciosi e le frasi al vetriolo cadenzano la giornata, fino a sera, quando i due si mettono a litigare con veemenza. Gli altri non ci mettono molto a capire che fanno sul serio, l’atmosfera è bollente, e cercano di separarli. Niente da fare.
A un certo punto il 43enne prende un bastone, il ramo di un albero del giardino, e lo usa per colpirlo alla testa. Una botta tremenda, che fa crollare a terra il rivale, privo di sensi. Gli amici, spaventati, chiamano i soccorsi: i carabinieri di Marcaria, che stavano intervenendo su un incidente a San Michele, fanno dietrofront e arrivano in pochi minuti, seguiti a ruota dall’automedica e dall’ambulanza della Croce Rossa, che trasporta a sirene spiegate il ferito al Poma. L’assalitore è ora in carcere, in attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo.